MARENO (TREVISO) - Bruciate vive: sono le migliaia di api che si trovavano nelle quattro arnie incendiate in un podere in via IV Novembre. «Non riesco a capacitarmi di un'azione di questo genere – dice Ermenegildo Fornasier, proprietario degli alveari -. Non riesco a capire chi possa essere così vigliacco e meschino da agire in questo modo contro delle creature indifese. L'incendio è stato appiccato all'alba, quando le api erano ancora dentro alle arnie e sono morte tutte. Se fosse stato fatto di giorno buona parte di esse sarebbe stata in giro a raccogliere polline fra i fiori e dunque si sarebbe potuta salvare. Un'azione tanto orribile quanto di profonda ignoranza, chi l'ha fatto non si rende conto di quanto danno ha arrecato all'ambiente perché l'ape è un insetto indispensabile per il mantenimento della biodiversità».

Ermenegildo Fornasier non capisce a chi le api potessero dare così tanto fastidio da scatenare un'azione del genere: le povere bestiole, perché per quanto minuscole pur sempre di esseri viventi si tratta, sono morte arse vive. «Il podere sul quale avevo collocato il piccolo apiario – prosegue l'apicoltore – è di un conoscente, che mi ha accordato volentieri il permesso. È stato proprio lui a chiamarmi dicendomi che le arnie erano state bruciate. Era andato a lavorare nel campo, ha visto del fumo e mi ha chiamato. Sono accorso subito ma ormai non c'era più nulla da fare. Non ho trovato neppure un'ape viva. L'origine non può che essere dolosa».