Terzo giorno di ricerche dei resti di Pamela Genini. Dopo i controlli effettuati nei giorni scorsi nei boschi vicino all’abitazione di Francesco Dolci, dei suoi familiari e successivamente nell’area del Santuario della Cornabusa, luogo in cui lo stesso Dolci aveva raccontato di aver accompagnato Pamela, definendola molto devota – ieri nel pomeriggio sono arrivati anche gli speleologi del Soccorso alpino. Gli speleologi del Soccorso alpino hanno ispezionato le grotte profondità dove le unità cinofile non possono arrivare. Ispezionate anche le aree all’aperto. Complessivamente ci sono circa una trentina di grotte che saranno esaminate nei prossimi giorni anche grazie al Soccorso alpino, mentre i cani dell’unità cinofila speciale, arrivati nei giorni scorsi da Firenze hanno controllato altre zone. Ricerche che allo stato non hanno dato alcun esito. E con tutta probabilità si andrà avanti anche oggi. Di Pamela si cerca la testa, profanata al cimitero di Strozza in un periodo che i carabinieri del Nucleo Investigativo di Bergamo con i colleghi della Compagnia di Zogno, coordinati dal pm Mancusi, collocano tra il 27 ottobre e il 2 novembre. Dolci è indagato, ma ha sempre detto di non essere stato lui, parlando di un complotto di persone e di brutti giri in cui Pamela, a suo dire, era finita. I carabinieri stanno procedendo dopo aver tracciato una sorta di mappa e di programma di lavoro, dividendo il territorio in aree, sulla base di elementi investigativi sui quali mantengono lo stretto riserbo. Nel frattempo si è saputo che la difesa di Dolci è ricorsa al Riesame contro la perquisizione nella sua villa a inizio maggio dove fu prelevato tra le altre cose anche il telefonino e sequestrato un coltello. Il tribunale fisserà un’udienza per decidere in merito. F.D.