Non c’è ancora pace per i familiari di Pamela Genini, la 29enne uccisa lo scorso 14 ottobre dall’ex fidanzato, Gianluca Soncin, il cui cadavere è stato vilipeso nella tomba del cimitero di Strozza. Per questo reato è indagato dalla procura di Bergamo Francesco Dolci, ex della giovane e suo amico.
Da questa mattina i carabinieri di Bergamo hanno avviato le ricerche della testa della giovane che è stata trafugata dalla bara: le ricerche si concentrano nelle aree rurali che fanno parte della proprietà di Dolci a Sant’Omobono Terme. In azione, oltre ai militari dell’arma, anche le unità cinofile di Firenze, che operano grazie a un decreto di perquisizione emesso dalla Procura di Bergamo, che coordina le indagini. Si tratta di un’area estesa, sottolineano i militari, che richiederà molti giorni di perlustrazione. La cinofila utilizzerà i cani Claus, un pastore tedesco belga malinois, e Hula, pastore tedesco, specializzati nella ricerca di resti umani e parti anatomiche in contesti ambientali difficili.
Le abitazioni dell’imprenditore e dei suoi genitori sono state già perquisite dai carabinieri del comando provinciale di Bergamo la sera del 6 maggio, al termine di una giornata che Dolci ha trascorso in caserma. Lì i resti di Pamela Genini non sono stati trovati ma l’auspicio degli inquirenti è di poter rintracciare la testa in aree remote delle vaste proprietà di famiglia. I terreni, a quanto si apprende, hanno una vasta estensione e sono stati individuati grazie a uno studio della tenuta dei Dolci, senza però la collaborazione dell’indagato che ha più volte ribadito di non essere stato lui a profanare la tomba dell’amica.











