Se non è un terremoto giudiziario, poco ci manca. L’inchiesta che, a inizio mese, aveva portato all’esecuzione di quattordici misure cautelari nei confronti di presunti narcotrafficanti vicini al clan Di Lauro di Secondigliano oggi pomeriggio ha impattato bruscamente sul tribunale del Riesame. I giudici della libertà, ritenendo non sufficientemente motivate le esigenze cautelari a carico degli indagati, hanno annullato l’ordinanza e disposto l’immediata scarcerazione di tutti i presunti narcos. I fatti contestati risalivano infatti all’ormai lontano 2020: per far scattare gli arresti ci sono voluti ben sei anni. Nel collegio difensivo gli avvocati Luca Mottola, Claudio Davino, Mauro Zollo, Antino Verde, Raffaele Pucci e Carlo Ercolino. Un gruppo legato al clan Di Lauro, guidato da Francesco Amelio “‘o pirata” e Raffaele Paolo “‘o rockets”, avrebbe organizzato un vasto traffico di droga tra Secondigliano, Vasto e Arenaccia, rifornendosi da trafficanti albanesi. L’indagine, riferita soprattutto al periodo 2019-2020, aveva portato all’arresto di 14 persone (una quindicesima è morta nei mesi scorsi).

Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, coordinate dalla Dda tra il 2020 e il 2023, avrebbero documentato l’esistenza di un gruppo stabile riconducibile al clan Di Lauro, accusato di associazione finalizzata al traffico di droga e spaccio. Durante l’inchiesta sono state inoltre arrestate altre sei persone e sequestrati diversi chili di cocaina e hashish.