Reggono al Riesame le accuse per quanto riguarda l’operazione Conflitto contro il clan Loielo. Il blitz ha fatto luce su due omicidi nelle preserre vibonesi, quello di Filippo Ceravolo e quello di Antonino Zupo
VIBO VALENTIA – Tutti rigettati dal Tdl di Catanzaro, ad eccezione di una posizione, i ricorsi dei soggetti attinti da misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Conflitto”. Il blitz condotto dai carabinieri e coordinato dalla Dda di Catanzaro contro i presunti esponenti del clan Loielo di Gerocarne, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra.
La sola Enza Ciconte, compagna di Rinaldo Loielo, ritenuto a capo del gruppo, torna in libertà dopo il Riesame. La giovane, 31 anni, era stata destinataria di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere poi tramutata ai domiciliari per l’esigenza di assistere i figli piccoli. Adesso per lei è caduto ogni obbligo. Resta invece la gravità indiziaria, e quindi il mantenimento della misura, per gli altri indagati.
BLITZ CONTRO IL CLAN LOIELO, LA RICOSTRUZIONE DELL’OMICIDIO ZUPO SECONDO L’ACCUSA








