Rafforzamento dei diritti delle vittime durante i procedimenti penali, creazione di linee di assistenza dedicate, possibilità di denunciare i reati online, servizi di sostegno per vittime con esigenze specifiche, massimi standard di protezione e sostegno per i minori vittime di reato. Sono solo alcune delle misure contenute nell’aggiornamento delle norme europee per rafforzare il sostegno, la protezione e i diritti delle vittime di reato. Con 440 voti a favore, 49 contrari e 84 astensioni, gli eurodeputati hanno approvato una revisione del quadro giuridico applicabile alle vittime di reato. Tra gli astenuti le delegazioni di Fratelli d'Italia e della Lega, mentre Forza Italia si è espressa in larga parte a favore, con tre voti favorevoli, un'astensione - quella di Marco Falcone - e un voto contrario, quello di Massimiliano Salini. Compatto il sì delle opposizioni, con il voto favorevole delle delegazioni di Pd, M5s e Avs, oltre a quello di Elisabetta Gualmini di Azione. Contrario il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci. Il testo introduce anche alcune garanzie che in Italia erano state previste dal ddl Zan, affossato al Senato nel 2021. L’eurodeputato dem e negoziatore per i Socialisti della direttiva vittime, Alessandro Zan, parla di “un passaggio storico per i diritti di milioni di persone in tutta Europa”. "Nel 2021 avevamo detto che la nostra battaglia non si sarebbe fermata e così è stato. Quello di oggi è un passo in avanti che l'Europa compie mentre qualcuno in Italia aveva provato a riportarci indietro", aggiunge. Zan sottolinea l'astensione di Fratelli d'Italia e Lega: “Oggi la destra italiana ha scelto di non votare, o addirittura di votare contro, una legge europea importantissima che fa un passo enorme nel rafforzare le tutele di tutte le vittime di reato. È un atteggiamento vergognoso, un’offesa a milioni di cittadine e cittadini che ogni anno sono vittime di stalking, violenze, abusi sessuali e tantissimi altri reati. Tutto questo perché non vogliono che le stesse tutele vengano riconosciute anche a chi viene colpito a causa del proprio orientamento sessuale o identità di genere. Una posizione ideologica, ridicola e profondamente ipocrita. La verità - conclude - è che a loro dà fastidio che una parte del ddl Zan, che avevano affossato nel 2021 tra applausi indegni, entri ora nel diritto europeo e dovrà essere recepita anche dall’Italia, che lo vogliano o no".In particolare, tutele più corpose per chi abbia subito reati per orientamento sessuale, identità di genere o disabilità e che avrà dunque accesso a specifiche misure di protezione: i giudici, per esempio, durante i processi potranno disporre che le vittime vengano sentite fuori dall'aula di tribunale, oppure in aula ma con barriere visive per evitare contatti con l'imputato. L'Europarlamento dà poi il suo via libera alla possibilità di denunciare i reati online - con strumenti più efficaci anche per persone con libertà limitata, come cittadini di paesi terzi ospitati in centri per l'immigrazione -, corsi di formazione per le forze dell'ordine e il diritto all'accesso all'aborto sicuro per le vittime di reati sessuali, a cui verrà garantita assistenza sanitaria e test medici per verificare l'ipotetica presenza di infezioni o malattie.
Il Parlamento europeo approva la "direttiva vittime": il provvedimento include alcune tutele del ddl Zan
Il testo introduce parte delle garanzie che erano state previste dal decreto affossato al Senato nel 2021. L'eurodeputato Zan: "avevamo detto che la nostra batt











