Domani pomeriggio, 20 maggio, al Parlamento europeo si discute il testo di una direttiva Ue sul sostegno alle vittime di reato, che in parte riprende il contenuto del ddl Zan, il disegno di legge contro la violenza e le discriminazioni basate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, il cui iter è stato bloccato in Italia nel 2021. L'Aula del Senato, il 27 ottobre 2021, aveva votato a favore della cosiddetta ‘tagliola', chiesta da Lega e FdI, che di fatto aveva affossato la legge contro l'omotransfobia (che aveva ricevuto l'ok della Camera il 4 novembre 2020), tra gli applausi dei parlamentari del centrodestra.

Come la legge sia stata stoppata dalla destra è ormai storia. Ma quello che è importante sottolineare oggi è che al Parlamento Ue si apre una nuova possibilità per obbligare anche l'Italia ad applicare almeno una parte di quel disegno di legge (in particolare l'articolo 6), visto che la direttiva vittime, una volta approvata, obbligherebbe gli Stati membri a recepirla, entro due anni. In pratica, quello che l'attuale maggioranza aveva respinto nel 2021, potrebbe diventare legge, in virtù di una decisione presa a livello europeo. Il testo, frutto di due anni di negoziato, rafforzerà le tutele di tutte le vittime di reato, che hanno subito violenza, discriminazioni, stalking e reati d’odio. Comprende anche l'istituzione di una linea telefonica europea dedicata alle vittime (116 006), e punta a migliorare l'accesso all'assistenza legale e al risarcimento, facilitando anche la denuncia online dei reati. Il voto della direttiva è previsto a Strasburgo per giovedì 21 maggio alle 0re 12:00, al Parlamento riunito in plenaria.