L'eurodeputato Alessandro Zan (foto LaPresse)
Il 21 maggio il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva, con 440 voti a favore, la Direttiva vittime che introduce molte novità a tutela delle persone che hanno subìto violenza. Today.it ne ha parlato con il relatore per la famiglia dei Socialisti e democratici, l'eurodeputato italiano Alessandro Zan. All'interno del testo approvato c'è anche un articolo, il 22, che riprende una parte del Ddl a suo nome su cui la politica italiana si è divisa nell'ottobre del 2021 votando la "tagliola" che ha difatti bloccato il suo iter legislativo. Onorevole Zan, come ha reagito all'approvazione della direttiva vittime? È stata una rivincita dopo gli applausi che hanno affossato il Ddl nel 2021?"Non parlerei di rivincita, ma di aver dato una risposta alle tante persone che sono vittime di un reato. Questa direttiva non riprende solo quelle che erano le linee fondamentali del Ddl Zan, per tutelare le persone che sono vittime di un crimine d'odio, cioè che vengono colpite, per esempio, per il solo fatto di essere gay o trans o persone con disabilità. La direttiva è più ampia e tutela tutte le vittime di reato. Oggi se subisci un trauma per un'aggressione, per una violenza, per una discriminazione sei vittima due volte: perché hai subìto il reato e perché sei lasciato solo dalle istituzioni".Ascoltate gli odiosi applausi dei “politici” che hanno affossato il Ddl Zan, la legge contro l’omotransfobia. Un vero schifo.#ddlzan #poveraitalia pic.twitter.com/swAUc4dB8U— Luca Villa | Account archiviato (@LucaPJOnline) October 27, 2021Cosa cambia?"Questa direttiva tutela le vittime dal momento in cui subiscono un reato, per esempio con la possibilità di chiamare una helpline europea o di essere assistiti da uno psicologo, al momento della denuncia e lungo tutto il processo fino a un eventuale risarcimento. Con la logica che la giustizia è tale solo se, oltre a condannare chi ha compiuto il reato, tutela allo stesso tempo chi è vittima di quel reato".Dopo il voto ha sottolineato come la destra si sia divisa tra voti a favore (Chinnici, Princi), astenuti (come Procaccini) e contrari (per esempio Vannacci). Come interpreta questo dato, è un'altra spaccatura per il governo?"È un'altra spaccatura che dimostra che a questo governo dei cittadini interessa molto poco perché qui non stiamo parlando semplicemente del Ddl Zan. Parliamo di persone che hanno subìto una violenza, persone che sono in una condizione di estrema fragilità e che vanno aiutate. Dunque non votare o votare contro - che per me è la stessa cosa - è proprio una forma di crudeltà, no? E questo lo trovo veramente inaccettabile perché stiamo parlando di persone che hanno subito appunto un crimine".Come ci aspettava, la direttiva è stata subito attaccata dai Pro vita nella persona del presidente Antonio Brandi che ha criticato l'aver introdotto l'aborto "per la prima volta nel diritto vincolante Ue". Come risponde?"Aver citato per la prima volta in una legge europea il diritto all'aborto è un grande risultato. Questo è un diritto che deve essere riconosciuto alle donne sempre e comunque, ma nello specifico della direttiva si parla di un aborto legale e sicuro in caso di violenza sessuale. Perché non si può accettare che una persona subisca violenza sessuale e poi non possa accedere a un aborto sicuro e legale. È un tema di civiltà e, come al solito, la destra ne fa una questione ideologica non per favorire e per aiutare le persone, ma contro la libertà delle persone. La destra si riempie la bocca di libertà, ma in realtà vota sempre per comprimere le libertà, non per allargarle".Quale novità la rende più fiero?"Una novità importante riguarda la possibilità, dopo aver subìto un reato, di avvalersi di associazioni riconosciuti per denunciare. Oggi le vittime devono rivolgersi alla polizia, ai carabinieri e rivivere due volte il trauma. Grazie a questa direttiva le associazioni potranno fare la denuncia per loro. Un' altra tutela è la privacy per default: i dati sensibili della vittima, come ad esempio l'indirizzo di casa, non saranno più disponibili all'imputato, salvo una scelta del giudice. Finora accadeva il contrario. Le vittime vulnerabili, inoltre, potranno chiedere di non vedere durante il processo l'autore del reato, oppure potranno deporre da remoto. Durante il processo non potranno inoltre essere fatte domande tendenziose - come 'Quante volte sei andata a letto con quello' - o incalzanti che mettono in difficoltà la persona che ha già subito un reato".Si parla anche di diritti per le persone migranti irregolari…"E soprattutto di persone migranti che oggi non possono denunciare, ad esempio, reati di abusi o di caporalato senza rischiare per questo di essere rimpatriate. Noi sappiamo che il caporalato assolda lavoratori irregolari perché ricattabili. Con questa direttiva non diciamo che è giusta un'immigrazione irregolare, ma tuteliamo queste persone e magari scopriamo la criminalità organizzata che si insinua anche in queste pratiche".Lei è stato anche relatore della direttiva per la famiglia dei Socialisti. Quali sono le maggiori resistenze che ha riscontrato nel dibattito con i suoi colleghi?"Noi come socialisti abbiamo posto delle linee rosse perché c'era chi all'interno del negoziato voleva togliere 'l'identità di genere' dalla direttiva, così ci sarebbe stato un Ddl Zan bis. Se l'avessimo permesso avremmo escluso dalla protezione tutte le vittime trans e non binary che sono invece le persone che sono più oggetto di violenza e di discriminazione. Per cui io come relatore ho detto 'se non c'è questo, i socialisti non andranno avanti con i negoziati'. È una cosa che ha dato fastidio ai Pro Vita, al partito di Giorgia Meloni, alla Lega e a Vannacci. Per fortuna il peggio non si è verificato e nella direttiva è passato anche questo aspetto".La palla ora passa al Consiglio europeo, teme un'opposizione italiana?"Può esserci, ma il passaggio al Consiglio è puramente formale. Perché il Consiglio ha chiesto al Parlamento tramite una lettera di votare l'accordo di trilogo con l'impegno di ratificarlo nel caso ci fosse stato un voto positivo del Parlamento. E comunque, al di là della Lega e di questa questa destra italica che ci fa fare delle brutte figure in tutto il mondo, questa legge è stata votata a stragrande maggioranza".










