La portavoce della delegazione italiana, Maria Elena Delia: «Taser su persone con le mani alzate, gente con costole rotte, proiettili di gomma, molestie sessuali. Gli avvocati descrivono scenari agghiaccianti». Atterrati a Istanbul gli attivisti
«Gli avvocati ieri sera molto tardi ci hanno riportato il resoconto dei dialoghi che hanno avuto ed è un resoconto agghiacciante. L’hanno proprio definito un “nuovo livello di violenza” utilizzato nei confronti degli attivisti sia durante l’abbordaggio, che quando sono stati portati a bordo di questa nave prigione dove c’erano i container». È la denuncia di Maria Elena Delia, portavoce italiana della Flotilla, che a Open ricostruisce le ore drammatiche successive al blitz delle forze israeliane. Un assalto che ha fatto sobbalzare i canali diplomatici e che ora rischia di trasformarsi in un caso internazionale. L’Italia ha infatti chiesto ufficialmente che l’Europa adotti sanzioni per il ministro israeliano per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, dopo la diffusione di un video in cui quest’ultimo irrideva e umiliava pubblicamente gli attivisti fermati. Intanto sono atterrati a Istanbul gli attivisti rilasciati. Da lì poi ciascuno farà ritorno al proprio Paese.











