Firenze, 23 maggio 2026 – “Le immagini che hanno fatto il giro del mondo (i sequestrati inginocchiati nel porto, ndr) sono state in realtà uno dei momenti più ’leggeri’. Quello che non è stato ripreso è ancora più inquietante: il tunnel di sbarco dove i militari israeliani ti malmenavano al passaggio, il cannone ad acqua con liquido giallo, gli spari di bossoli con pallini, la gabbia di ferro 1,5 per 1,5 metri in cui ci spostavano.

I due minuti concessi per parlare con un avvocato, dopo aver rifiutato di firmare che eravamo ’entrati illegalmente’. Il taser al collo appena sbarcata dalla nave prigione, coricata sul pontile mentre canticchiavano canzoncine, compreso l’inno di Israele che è pure brutto. E poi, lo spogliarsi di pantaloni, scarpe e maglietta. Trattati come bestie, anzi peggio”.

Così Antonella Bundu, ex consigliera comunale a Firenze, già candidata alle Regionali con Toscana Rossa, racconta cosa è accaduto dopo che la barca della missione della Flotilla era stata intercettata dalla marina militare israeliana al largo di Cipro. Bundu appare in buone condizioni, è solo stanca “sono arrivata a Firenze alle 5 di mattina, in A1 c’era traffico per via dei cantieri” spiega con tono leggero, salutando gli amici. La voce quasi si spezza dalla commozione, però, ricordando quei momenti “da film di guerra”.