Abbordate in acque internazionali, le barche di pace della Global Sumud Flotilla finiscono una dopo l’altra nel tragico buco nero della guerra permanente mossa da Israele contro l’umanità. Una delle ultime è la Don Juan, sulla quale veleggiavano verso la martoriata Striscia di Gaza gli attivisti toscani Antonella Bundu di Toscana Rossa, e Dario Salvetti del Collettivo di Fabbrica Gkn. In un video diffuso sui social media, proprio Salvetti spiega la situazione: “Adesso sta succedendo a noi, sono già state intercettate alcune barche che abbiamo di fronte. Si tratta del terzo atto di pirateria subito da barche a vela civili con aiuti umanitari in acque internazionali nel Mediterraneo. Imbarcazioni che hanno la sola colpa, che non è una colpa, di provare a rompere l’assedio, e di portare solidarietà alla resistenza di un popolo, quello palestinese, che sta lottando per la propria terra contro un genocidio”. Armi in pugno, i soldati israeliani bloccano gli equipaggi di pace, che restano a mani alzate.
Nelle immagini trasmesse in rete in tutto il mondo si vedono i giubbotti salvagente arancioni delle attiviste e degli attivisti letteralmente circondati dai soldati in mimetica. Sono immagini che feriscono chi faceva parte della Flotilla ma è rimasto a terra, come lo skipper Massimiliano Del Moro. Lui ieri era in piazza a Firenze, ma con il cuore ancora insieme alle sue compagne e ai suoi compagni. “Sono solo dei pirati - denuncia - stanno rapendo pacifisti arrivati da tutto il mondo nel Mediterraneo, per portare aiuti a una popolazione stremate e denunciare l’inumanità di Israele”. Massimiliano è in continuo contatto con i suoi compagni di avventura. Le ultime notizie dicono che in serata gli attivisti rapiti, più di quattrocento, dovrebbero arrivare sotto custodia al porto israeliano di Ashdod. “Salvetti e Bundu sono stati rapiti – ribadiscono gli operai del Collettivo di Fabbrica - tutte le forze politiche e istituzionali si attivino subito per il loro rilascio. Loro fanno parte di una missione umanitaria contro il blocco navale illegale di Israele nei confronti di Gaza, per la fine del genocidio e per la liberazione di tutti i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane. Gli equipaggi della Flotilla sono tranquilli, determinati a fare tutto quello che è necessario per riportare l^attenzione su quello che sta vivendo il popolo palestinese, e hanno annunciato che dal momento dell’intercettazione avrebbero iniziato lo sciopero della fame”.















