Siamo partiti con le denunce per furto di sigarette e siamo arrivati a quelle per tortura, tra racconti splatter di pestaggi selvaggi, studiate torture psicologiche e tentativi di avvelenamento. La verità sui giorni di detenzione della Flotilla in Israele forse non la sapremo mai, in fin dei conti si tratta della parola di un gruppo di attivisti contro quella dei loro carcerieri, verso i quali, peraltro, i marinaretti pro-Pal ben prima dello sbarco non nutrivano sentimenti positivi. Prendiamo solo atto di come di giorno in giorno la faccenda si stia ingrossando in un’escalation narrativa all’Apocalypse Now. Abbiamo ascoltato deputati furibondi per il caffè che non arrivava e ci siamo ritrovati con cumuli di ossa frantumate di proposito. La faccenda sta sfuggendo di mano, finiremo a leggere di Greta trattata come una dei legionari romani catturati dopo la disfatta di Teutoburgo, incaprettata e immolata agli dei norreni da barbari in preda a convulsioni. Per aprire la serie, non si può non citare l’opera di Arturo Scotto, deputato Pd rientrato in Italia dopo poche ore e accolto come un eroe dall’intera comunità democratica per il suo presunto coraggio. L’onorevole ha detto di essere andato in caserma dai carabinieri per presentare denuncia contro Israele già all’atterraggio in Italia.