Carlos D’Alessandro è stato respinto dopo un colloquio sulle sue vicende giudiziarie avvenute 22 anni prima quando aveva solo 24 anni. Oggi ne ha 46 e da dieci lavora come autista di linea in Italia e all’estero.
Carlos D’Alessandro quando ha lavorato come interinale per Atac
Scartato dalle selezioni per autisti Atac perché ventidue anni fa era stato trovato in possesso di 16 grammi di hashish. Una lunga esperienza nel settore non è bastata a Carlos D'Alessandro, già conducente all'estero prima e a Roma poi per le linee periferiche coperte dalla Atr Mobility, per cercare di ottenere il posto di operatore d'esercizio della municipalizzata dei trasporti capitolina, con cui in passato aveva già lavorato.
"Sembrava di essere di nuovo al processo" Il concorso, lanciato a gennaio 2026, prevedeva l'invio della documentazione per partecipare entro il 14 dello stesso mese. Atac, che in quanto azienda pubblica si riserva il diritto di chiedere al candidato tutte le informazioni sulle sue vicende giudiziarie, aveva già ricevuto il carteggio dell'uomo, compresi il casellario giudiziale e i carichi pendenti. D'Alessandro, oggi quarantaseienne, attualmente non è implicato in alcun processo e per quella bravata compiuta quando di anni ne aveva 24 il giudice gli aveva concesso la pena sospesa e il beneficio di non menzione nella fedina penale, per favorire il reinserimento sociale e proteggere le sue opportunità lavorative. Ma per l'azienda di mobilità non era sufficiente, così Atac il 20 aprile ha organizzato un colloquio con il candidato, non prima di avergli chiesto di inviare la visura storica del casellario reperita a sue spese, viste le "difficoltà nel reperire la documentazione giudiziaria", ha raccontato D'Alessandro a Fanpage.it: al colloquio "sembrava come se si fosse riaperto il processo. L'esaminatore mi faceva domande tipo ‘ma quella sera che cosa hai fatto?', ‘sono venuti i carabinieri a casa?'. Alla fine mi hanno comunicato via email che non mi avrebbero preso, senza fornire alcuna spiegazione".













