La visita a Roma del premier indiano Narendra Modi ha attirato l’attenzione soprattutto per i meme “Melodi” (dai nomi di Meloni e Modi) tornati virali sui social dell’India e la minoranza che ha attaccato il primo ministro per i suoi giochetti con le caramelle mentre il Paese è alle prese con non poche difficoltà economiche. Ma sfrondando questa visita di Stato dalle questioni più folcloristiche viene fuori che la tappa romana di Modi ha dato buoni frutti da ambo le parti. In particolare, sono sette gli accordi scambiati a Villa Pamphilj alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del primo ministro indiano Narendra Modi. Le intese riguardano: difesa, materie prime critiche, cultura del patrimonio marittimo, agricoltura, trasporti marittimi e porti, mobilità sanitaria e collaborazione tra Guardia di Finanza e il Directorate of Enforcement indiano.
In particolare, di sicuro interesse per l’Italia è il “Memorandum of Understanding” firmato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto insieme al ministero delle Miniere indiano. Si tratta di un accordo volto a definire un quadro di cooperazione nel settore dei minerali critici che si inserisce nell’ambito dell’Accordo tra il nostro governo e quello indiano sulla cooperazione nei settori della scienza e della tecnologia, concluso a New Delhi il 28 novembre 2003.










