Erano 26 anni che un primo ministro indiano non raccoglieva l’invito per un incontro bilaterale in Italia. E anche solo per questo dato da annalistica il vertice di ieri tra il primo ministro Narendra Modi e la presidente del consiglio Giorgia Meloni sarà ricordato come un appuntamento a suo modo storico.

Almeno questa è la lettura che entrambi i leader hanno offerto al punto stampa di ieri a Villa Pamphili, a Roma, snocciolando i tanti progressi che negli ultimi anni i rapporti bilaterali tra India e Italia hanno registrato grazie alla sintonia politica e personale tra Modi e Meloni.

Una cooperazione che attraversa mobilità, metalli critici, ricerca tecnologica (con occhio di riguardo sull’aspetto «umano» dell’Ai), energie alternative, sicurezza e armamenti, in scia con l’aumento esponenziale delle importazioni di armi da parte di New Delhi che nel 2025 si è posizionata al secondo posto globale per l’acquisto di armamenti dall’estero. Meloni ha spiegato che la cooperazione tra India e Italia, promossa ieri allo status di partenariato strategico speciale, punta a un obiettivo «ambizioso ma assolutamente alla nostra portata»: raggiungere un interscambio complessivo di 20 miliardi di euro entro il 2029, ossia aggiungere ben sei miliardi di euro alla bilancia commerciale attuale. La riuscita del piano passerà dalla ratifica del Trattato di libero scambio tra India e Ue, annunciato alla fine dello scorso gennaio.