C’è un filo rosso che parte dall’Antica Mesopotamia, in cui una ristretta élite guidata dal lugal (il sovrano) deteneva il potere assoluto, e che si snoda attraverso i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri.

Dove altre minoranze, che hanno accesso a tecnologie all’avanguardia e a disponibilità di risorse economiche, sono in grado di condizionare il normale processo democratico, influenzando governi ed equilibri complessivi.

Ed è attorno a questo gioco di corsi e ricorsi storici che si sono confrontati ieri, sul palco del Festival di Trento, Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore e presidente del gruppo Caltagirone, e l’ambasciatore Giampiero Massolo, vicepresidente di Mundys e diplomatico di lungo corso.

Perché, ha esordito in apertura il direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, il titolo scelto per il panel “Illuminati e democrazia” è di grandissima attualità, in quanto il «potere straordinario» in mano oggi ai «cosiddetti nuovi illuminati è quello garantito dalla tecnologia», con risvolti spesso oscuri e pericolosi.

Come si può, quindi, difendere la democrazia da questa nuova minaccia?