Bologna, 21 maggio 2026 – La pallina, sul campo da tennis, corre veloce. Come può farlo la mente. Ancor di più se invasa da pensieri, belli o brutti che siano. Come possono essere quelli dopo la vittoria di un torneo. Oppure quelli più tristi e difficili, che ci possono travolgere quando se ne va un pilastro della nostra vita. E chissà cosa ci sarà stato nella testa del bolognese Simone Bolelli domenica scorsa, quando con Andrea Vavassori ha piegato la coppia Granollers-Zeballos scrivendo il suo nome in maniera indelebile nella storia del tennis e del Foro.
Vincere a Roma, un sogno?
"È un’emozione unica, indescrivibile. Per quel che mi riguarda è una delle vittorie sicuramente più belle e importanti della mia carriera, anche per il momento che sto passando. Un mix di emozioni tra gioia infinita e tristezza. Devo ancora realizzare bene ma ricorderò questa settimana per tutta la vita".
Com’è trionfare al Foro Italico, 66 anni dopo l’ultimo successo italiano?
"Vincere questo torneo per noi italiani è incredibile, davanti ad un pubblico così poi. Ci ha aiutato tanto. C’è molta aspettativa e pressione, vuoi fare bene. Era iniziata in salita al primo turno e anche in semifinale eravamo sotto ma poi l’abbiamo sempre ribaltata. Poi sono contentissimo di aver vinto con Wave (Vavassori, ndr) perché è un grandissimo giocatore e una grandissima persona. Mi sta aiutando molto in questo periodo non facile per me. Ho perso papà un mese e mezzo fa". Simone Bolelli e Andrea Vavassori festeggiano con il trofeo













