È celebrata, prima artista donna vivente, con una mostra alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione della Biennale. Ed è anche al centro della Vendemmia d’Artista ‘26 di Ornellaia ma lei, Marina Abramović, non beve alcolici: “Io il vino non lo bevo! Mai bevuto in vita mia. Non mi piace l’alcol in generale: mi vengono strane reazioni, non fa per me. L’unica cosa che bevo è lo yogurt, quello di pecora, più saporito“. Insomma, da astemia ha disegnato le etichette delle bottiglie del pregiato vino perché “Ornellaia è interessante per la sua storia, perché lavora da tempo con gli artisti. Ho disegnato pensando a che cosa rappresenta il vino: per tante civiltà credo sia un elisir, capace di portare felicità alle persone. Pensi a come ne parlano i francesi o anche gli italiani”. E Abramović sa bene descrivere al Corriere l’eterna disputa tra quali siano i vini migliori: il rosso di Bordeaux o quello toscano, o ancora, su tutti, lo champagne? E un’idea di felicità ce l’ha chiara: “Ho pensato: siamo in Italia, il film più famoso è La dolce vita. Io stessa ascolto Nino Rota tutte le volte che sono triste e subito mi sento meglio. La sua è la musica della felicità. Allora che cosa c’è di meglio per essere felici che ascoltare Nino Rota con un bicchiere in mano?”.
"Io il vino non lo bevo, l'unica cosa che bevo è lo yogurt di pecora. Gli 80 anni? Vorrei vivere a lungo e morire non in qualche stupido incidente o in un ospedale qualsiasi ma cosciente": parla Marina Abramović
La grande artista parla di 80 anni, paura della morte e del suo legame con Ornellaia e Nino Rota.








