VENEZIA - «È veramente un tempo abbastanza terribile. Restiamo in sicurezza qui, tra i cristalli». Magnetica, adorata da un pubblico di appassionati, Marina Abramovic ha esordito così, ieri, all'apertura della sua mostra alle Gallerie dell'Accademia. La prima volta di una artista donna contemporanea nel tempio dei capolavori del Rinascimento veneziano. "Trasforming energy" il titolo della mostra che, fino al 19 ottobre, accanto a una selezione delle opere che hanno consacrato l'artista serba naturalizzata statunitense "madrina della Performance art", propone soprattutto un percorso tra i suoi transitory objects: portali, piramidi, ma anche sedie o letti, con inserti in pietra, che invitano il visitatore a sperimentare l'energia dei cristalli, appunto, il loro potere trasformativo. Percorso da affrontare in solitudine, dimenticando il tempo. All'ingresso l'invito è a chiudere i cellulari, riporre gli orologi, indossare delle cuffie anti-rumore, di quelle da cantieri. Mentre le targhette delle varie opere suggeriscono il tempo della possibile fruizione: "illimitato".
«L'unico modo per capire davvero l'arte performativa è di partecipare al viaggio», ha spiegato l'artista, nella sala dove tre piramidi incastonate di cristalli trasparenti venivano "provate" dai visitatori. «Questo è quello che esattamente io e Marina vogliamo, che ognuno di voi facciate parte dell'arte - ha aggiunto il curatore, Shai Baitel - Quello che c'è qui intorno non è arte, solo quando partecipate diventa arte». Ed ecco il passaggio di Abramovic sui cristalli che mettono al sicuro da questi tempi terribili. «Importante è stare a lungo in questa esperienza - ha invitato l'artista - Datemi il tempo e io vi do l'esperienza. Se non mi date il tempo, non potete avere nulla. L'esperienza è importante». Una visita carica di emozione, per l'artista che quest'anno festeggerà gli 80 anni. Sguardo appassionato, sorridente, sempre disponibile.











