L’artista più famosa al mondo parla di ribellione, sesso, morte, moda, Ai. E della prossima performance a Venezia: “Viverla è l’unico modo per capirla”

di Carlo Antonelli

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Dalle Alpi austriache Marina Abramović parla al telefono come dal quartier generale di una campagna militare. Cura l’ipertensione in un luogo di ritiro e di ripiglio, prepara la mostra a Venezia. Gestisce tutto, pure un istituto trasferito nell’antica Sparta dove ti tolgono il telefono e non mangi per cinque giorni. Ha quasi 80 anni. È l’artista vivente più famosa del mondo e tra mezz’ora deve meditare. Le dico che le farò solo domande stupide. Che non mi fido più dell’intelligenza. Lei accetta senza battere ciglio.

Marina, hai sempre avuto un rapporto molto forte con il tuo corpo. Questo significa – banalità? – che ne hai uno stretto con la tua salute.