di Isabella Fantigrossi
In mostra ora a Venezia e protagonista del progetto di beneficenza Vendemmia d’Artista 2026, la performer di origine serba racconta i suoi ultimi progetti. E risponde alle nostre 10 domande sulle sue passioni
«Io il vino non lo bevo! Mai bevuto in vita mia. Non mi piace l’alcol in generale: mi vengono strane reazioni, non fa per me. L’unica cosa che bevo è lo yogurt, quello di pecora, più saporito. Pensi che, prima di cominciare a disegnare le etichette, mi sono fatta mandare alcune bottiglie ma ho chiesto di riempirle con del buon olio d’oliva. I miei amici si sono arrabbiati: “Che egoista che sei, lo avremmo bevuto noi questo vino al posto tuo!”». Marina Abramović, serba, pioniera della performance art — e prima artista donna vivente a essere celebrata con una mostra appena inaugurata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione della Biennale —, è la protagonista della Vendemmia d’Artista ‘26 di Ornellaia, celebre cantina di Bolgheri della famiglia Frescobaldi. Il progetto omaggia il carattere di ogni nuova annata di Ornellaia con la collaborazione di un artista che disegna una serie di etichette in edizione limitata. Abramović ha tratto ispirazione dal concetto di vitalità — la parola scelta dalla squadra tecnica della cantina per l’annata del 2023 — disegnando se stessa nella veste di Medusa con i serpenti sostituiti da grappoli d’uva. Dall’11 al 23 giugno le bottiglie firmate Abramović verranno battute all’asta da Bonhams e i proventi saranno devoluti alla mostra Guggenheim Pop.







