Un migliaio di manifestanti in corteo, adesioni tra il 70 e il 100% negli stabilimenti del gruppo e una mobilitazione compatta contro i tagli nella filiera della pelletteria di lusso. A Scandicci (Firenze), cuore produttivo del Made in Italy, le sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec hanno incrociato le braccia per denunciare a gran voce i 54 licenziamenti annunciati dal marchio Alexander McQueen, azienda del gruppo del lusso francese Kering.
La protesta ha coinvolto i lavoratori dell’intera galassia del gruppo: da Gucci a Saint Laurent, passando per Bottega Veneta, Balenciaga, Ginori 1735 e Roman Style (Brioni). Il corteo è partito in mattinata proprio davanti alla sede di Gucci, per poi snodarsi fino agli uffici di Kering Italia, dove centinaia di lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati hanno dato vita a un presidio.
L’accusa dei sindacati: “Comportamento inaccettabile”
Il nodo centrale della vertenza è la gestione di circa 50 esuberi (54 secondo i sindacati ) che Alexander McQueen ha messo sul tavolo, aprendo una procedura di riduzione collettiva del personale che si trascina dallo scorso marzo 2026. Dal palco allestito davanti alla sede toscana di Kering Italia, le segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno sferrato un duro attacco ai vertici: “Una piazza piena di persone qui oggi per testimoniare che il comportamento di Kering è inaccettabile. Scioperiamo per i licenziamenti in Alexander McQueen, per il rifiuto dell’azienda di confrontarsi con le parti sindacali per trovare soluzioni alla riallocazione delle maestranze o fare ricorso agli ammortizzatori sociali, per l’indisponibilità del Ceo Di Meo a condividere il piano di riorganizzazione del Gruppo con le parti sociali, oltre che con gli investitori”.











