Una funzionaria di uno dei maggiori istituti milanesi si era messa a disposizione dell’associazione che faceva perno sulla centrale di spionaggio napoletana. Altri due dipendenti di un ente coinvolti: oltre 850 accessi abusivi "ricompensati" con accrediti da migliaia di euro su carte ricaricabili, secondo l'accusa. Come funzionava il sistema e le persone nei guai

Sotto inchiesta è finita un’ex dipendente dell’istituto, che, grazie al suo inquadramento, aveva accesso a banche dati “d’interesse per gli associati” di questo sodalizio criminale, come ha sottolineato il giudice per le indagini preliminari (gip) Giovanni Vinciguerra nella sua ordinanza di custodia cautelare.

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