BELLUNO - Avevano bisogno di lei. Ma avevano anche paura che potesse far naufragare tutta l'organizzazione. Dal quadro della maxi inchiesta della Procura di Napoli sul commercio illecito di dati sensibili sembra emergere una posizione piuttosto controversa per Sara Zanivan, la bellunese finita nell'elenco delle persone sotto indagine (insieme all'altro bellunese, Luca Senatore), perché avrebbe sfruttato la sua posizione di direttrice di filiale delle Poste per entrare nei database degli istituti dello Stato per ricavarne informazioni che poi vendeva. Una posizione controversa perché la donna era ritenuta indispensabile all'organizzazione criminale, tanto da essere ritenuta dalla Procura una «fornitrice stabile» di dati; ma allo stesso tempo era tenuta sotto controllo, perché considerata una che poteva farsi scoprire.
«Chest ha cantat» si legge in una chat che trasuda preoccupazione tra Giuseppe Picariello, ritenuto uno dei vertici della "cupola" campana e la compagna Maria Rosaria Cantiello. «Dobbiamo cambiare numeri di telefono» la risposta immediata. Mentre risulta un buco temporale di diversi mesi nell'epistolario Whatsapp tra Picariello e Zanivan, segno evidente di una fibrillazione interna e di una cancellazione massiccia di messaggi. L'EPISODIO Tutto va ricondotto al dicembre 2022. Alla direttrice dell'ufficio postale di Vas (Setteville) arriva una comunicazione dei suoi superiori. Le chiedono conto del numero abnorme di accessi alle banche dati. E la cosa desta una preoccupazione evidente nelle conversazioni tra Picariello e Cantiello, che si vedono sul punto di essere scoperti. «È arrivata anche a Sara comunicazione: stamm appost». Il riferimento è al fatto che anche al collega bellunese Senatore era stato chiesto conto degli accessi. «Si sapeva le arrivasse. Solo che lei non sappiamo cosa dirà». Lo scambio di messaggi tra i due membri dell'organizzazione in cui parlano di Zanivan è spasmodico e si consuma al mattino. Prima cercano di trovare un modo per cancellare tutti i messaggi con la bellunese. Poi provano a ragionare in maniera logica. Senza riuscirci: «Lei mi spaventa» scrive Picariello. «Cerca di tranquillizzarla» suggerisce Cantiello. Poi, qualche giorno dopo, Zanivan esce dalla riunione con i suoi capi e Picariello le chiede come sia andata. La chat con la direttrice delle Poste è stata cancellata, ma lui inoltra alla compagna Cantiello i messaggi ricevuti.La partenza non è delle migliori: «È stato un disastro. Giornale di fondo (la memoria hardware di un registratore di cassa o registratore telematico, ndr) con la mia user con oltre 700 interrogazioni anagrafiche da febbraio a maggio». Picariello incalza di domande la Zanivan, mostrandosi preoccupato. E al dubbio di come si sia giustificata di fronte ai superiori, riceve la risposta: «Addetti dell'ufficio centrale delle entrate mi hanno chiesto la conferma se il frazionario che già avevano era giusto. Hanno pensato subito a truffe, a un raggiro, ma io ho detto che non ho mai pensato fossero atti illeciti». Emblematico lo scambio che ne consegue tra Picariello e la compagna: «Aiuto».












