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Dario Sautto

L'inchiesta della Procura di Napoli: 10 arresti e 85 indagati. Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati beni per 1,3 milioni di euro

Raccoglievano dati dai sistemi informatici delle forze di polizia, Inps e Agenzia delle Entrate per rivenderli ad agenzie di investigazione, facendo pagare ogni pratica dai 6 ai 25 euro: dieci arresti in tutta Italia e 85 indagati in totale, tra le vittime ci sono ex calciatori, imprenditori, manager e personaggi dello spettacolo. La maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli (Sezione per la Criminalità Informatica, procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Vincenzo Piscitelli, sostituto Claudio Orazio Onorati) è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile partenopea con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Postale e delle Comunicazioni Campania-Basilicata e Molise, ed ha portato all’arresto anche di tre colleghi poliziotti (di cui uno in pensione, finito in carcere, ed altri due ancora in servizio finiti ai domiciliari).

I reati contestati, a vario titolo, sono di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. In carcere sono finiti Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello, ritenuti soci della Sole Investigazioni di San Giorgio a Cremano (Napoli), Giuseppe Emendato, titolare della Futura, e il poliziotto Giovanni Maddaluno, ora in pensione, ma fino ad alcuni mesi fa in servizio alla Questura di Napoli e ritenuto tra i principali attori dell’acquisizione di dati attraverso accessi nelle banche dati. Nel solo periodo tra maggio e giugno 2022, avrebbe ceduto dati per 45 mila euro. Ai domiciliari, invece, sono finiti Maria Rosaria Cantiello (moglie di Picariello), Francesco Saverio Falace (dipendente dell’Agenzia delle entrate), il commercialista Pietro De Falco, gli altri due poliziotti Alfonso Auletta e Piermassimo Caiazzo, nonché l’agente della polizia locale napoletana Raimondo Siena. Insieme ad altre 19 persone sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, avrebbero effettuato circa un milione e mezzo di accessi alle banche dati per acquisire dati e rivenderli.