“È accaduto purtroppo che delle forze dell’ordine, in particolare dei poliziotti infedeli, si sono venduti per soldi, c’era proprio un tariffario, e sono andati davanti al loro computer con la loro password e hanno fatto degli eccessi abusivi per esfiltrare dei dati importanti su imprenditori importanti, gente dello spettacolo, cantanti, attori, calciatori e poi hanno venduto alle varie agenzie queste notizie”.
È il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, a spiegare nel dettaglio il cuore dell’indagine che ha portato a individuare una organizzazione criminale, dedita al furto di Dati sensibili e alla loro compravendita.
30 indagati
“Sono stati interessati oltre 30 indagati tra arrestati, arrestati domiciliari, sospesi dal servizio - spiega Gratteri - Si tratta di pubblici ufficiali e di impiegati di pubblico servizio, infedeli ovviamente, che hanno avuto accesso alle loro banche Dati - aggiunge il procuratore - ad esempio al Dis del Ministero degli Interni o alla banca date dell’INPS o all’Agenzia delle entrate”.
L’operazione dalla polizia, eseguita questa mattina, ha interessato le province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno. L’ordinanza cautelare dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro indagati, gli arresti domiciliari nei confronti di sei e la misura dell’obbligo di presentazione nei confronti di 19 destinatari. A vario titolo, sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.










