Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
13 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:57
Nel grande mercato delle vacche dei dossier e delle informazioni riservate, l’accesso abusivo a un sistema informatico per avere notizie da banche dati ‘chiuse’, e per scoprire dettagli su contenziosi, precedenti penali, pendenze economiche altrui, costava dai 6 ai 25 euro. Lo ha scoperto la Procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri, che ha coordinato un’indagine della Squadra Mobile di Napoli diretta da Mario Grassia sui pubblici ufficiali infedeli che gestivano e alimentavano questo business. Tra gli indagati esponenti delle forze dell’ordine, dell’agenzia delle entrate, dell’Inps, di Poste Italiane. Tra le vittime gente famosa: personaggi dello spettacolo, cantanti, calciatori. C’erano almeno 10 agenzie di investigazioni che si rivolgevano a loro, per poi vendere le info ai loro clienti. Le parti offese sono migliaia. La rete del business era ampia e diffusa, con ramificazioni tra Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano, i luoghi dove all’alba sono state eseguite trenta misure cautelari: 4 in carcere, 6 ai domiciliari, 19 obblighi di dimora. Misure chieste dalla sezione ‘sicurezza dei sistemi informatici’ per i reati di di associazione per delinquere finalizzata all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio.










