Un’organizzazione criminale ramificata in tutta Italia, capace di penetrare i caveau informatici dello Stato per estrarre informazioni riservate di imprenditori, attori, cantanti e calciatori e poi rivenderle a prezzi dai 6 ai 25 euro per singolo dato. È questo lo scenario emerso dalla maxi inchiesta condotta dalla Procura di Napoli che ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 29 indagati (4 in carcere, 6 ai domiciliari e 19 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria).

L’operazione è stata condotta dal gruppo cyber della Procura di Napoli diretto dall’aggiunto Vincenzo Piscitelli, con le indagini delegate alla polizia postale e alla squadra mobile e con il supporto della Direzione nazionale antimafia.

Sottratti oltre un milione di dati Tra le vittime ci sono calciatori, ex calciatori e cantanti famosi.

«È accaduto purtroppo che delle forze dell’ordine, in particolare dei poliziotti infedeli, si sono venduti per soldi.

Sono andati davanti al loro computer con la loro password e hanno fatto degli accessi abusivi per estfiltrare dati e poi venderli alle agenzie private», ha spiegato il procuratore Nicola Gratteri durante una conferenza stampa.