BELLUNO - Insospettabili. Con accesso a dati sensibili. Ci sono anche i direttori di due piccoli uffici postali del Bellunese fra gli 85 indagati della maxi inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli che ha smantellato una complessa associazione a delinquere finalizzata all'accesso abusivo a sistemi informatici, alla corruzione e alla rivelazione di segreto d'ufficio. L'indagine ha portato anche a 29 misure cautelari, tutte eseguite dalla polizia di Stato. L'organizzazione operava con logiche aziendali, creando un mercato parallelo per la vendita di dati personali e sensibili. Era composta da un sodalizio che includeva poliziotti, carabinieri, funzionari pubblici infedeli e agenzie di investigazione privata.

Erano proprio queste ultime a commissionare gli accessi abusivi ai sistemi informatici che poi venivano materialmente compiuti dai funzionari pubblici i quali, muniti delle credenziali necessarie, interrogavano le banche dati esfiltrando informazioni e documenti di celebrità ma anche di ignari cittadini che poi mettevano a disposizione dei richiedenti. I provvedimenti sono scattati ieri mattina nelle province di Napoli, Ferrara, Bolzano, Roma e Belluno. Nell'indagine, in qualità di indagati, sono finiti i direttori degli uffici postali di Sedico Luca Senatore, 56 anni, residente a Belluno, e di Vas-Setteville Sara Zanivan, 52 anni, residente a Feltre. Entrambi sono accusati di aver prelevato dati personali dal portale Inps, da Punto Fisco e altri enti, e sono stati sottoposti a obbligo di firma. Operazioni portate avanti nel tempo, con decine di accessi effettuati a vantaggio del sodalizio criminale in cambio di un corrispettivo in denaro. Un ruolo vitale, il loro -stando almeno alle risultanze investigative- per tenere in piedi l'organizzazione. Senatore, sempre sulla base delle indagini, sarebbe andato perfino oltre i limiti di accesso che gli erano consentiti dalle proprie credenziali, introducendosi abusivamente in sistemi informatici protetti da precise misure di sicurezza della sua stessa azienda: sono 72 gli accessi accertati nel periodo compreso fra l'aprile 2020 e il settembre del 2021. Nei confronti di Zanivan e Senatore è stato già emesso il decreto che impone la restituzione delle somme indebitamente percepite: poco più di 9mila euro per il dirigente, quasi 5mila per Zanivan. Ed entrambi sono stati immediatamente sospesi dalle loro funzioni fin da ieri mattina.