In questi giorni ho provato più volte a immaginare cosa possa essere successo in quei fondali. Mi sono data tante spiegazioni possibili. Speriamo che l’analisi delle GoPro dia qualche risposta. Ma, in realtà, alla fine poco cambia». Dopo il ritrovamento del corpo martedì mattina, mamma Manuela Beretta aspetta il ritorno a Omegna del figlio Federico Gualtieri, il trentenne sub e ricercatore cusiano morto giovedì scorso alle Maldive durante un’immersione scientifica con un gruppo dell’università di Genova, ateneo in cui poche settimane fa si era laureato con 110 e lode in ecologia e biologia marina. Dalla sua voce traspare il dolore che la donna e la famiglia stanno vivendo: «La voglia di parlare è sempre meno» confida. Martedì il team di speleosub finlandesi, insieme alle autorità della Maldive, ha recuperato il corpo di Federico e quello della sua docente Monica Montefalcone all’interno della terza stanza della grotta di Alimathà, a circa 50 metri di profondità. Ieri sono stati riportati a galla gli ultimi due corpi che mancavano, quello della studentessa Muriel Oddenino e della figlia della professoressa, Giorgia Sommacal. Spiegazioni ufficiali di cosa sia successo ancora non ne sono state date alla famiglia di Gualtieri. «Tutte le ipotesi che si fanno sono azzardi» ripetono da giorni mamma Manuela e papà Gianluca. Da martedì hanno però la certezza di riavere il corpo di Federico. «Non è certo una consolazione, il dolore resta tutto - racconta -. Abbiamo almeno un corpo su cui piangere». Mamma Manuela non vuole entrare nel tema se i cinque avessero o meno il permesso di fare queste immersioni a carattere scientifico, né sull’attrezzatura. «Dico solo che tutti dovremmo essere riconoscenti per quello che stavano facendo - racconta -. Non erano là per inseguire la fama, ma per fare ricerca su cose preziose per tutta l’umanità». A colpire mamma Manuela sono i commenti social degli ultimi giorni contro suo figlio e gli altri compagni di spedizione con frasi del tipo «se la sono andati a cercare». «Sono parole di persone ignoranti - è il pensiero - li vedo ma mi scivolano via, consapevole del valore che la loro missione aveva». In questi giorni tutta la famiglia Gualtieri ha ricevuto il grande abbraccio di Omegna e del Cusio. «Mi sento davvero sostenuta e a tutti sto rispondendo - aggiunge la mamma -. Tanti messaggi di ricordo mi stanno facendo capire ancora di più quanto Federico era amato e quanto bene aveva seminato». Al momento non è ancora ipotizzabile la data del ritorno della salma prima in Italia e poi a Omegna dove sarà celebrato il funerale. «Non abbiamo avuto nessun tipo di comunicazione in merito dalle Maldive - spiega Antonello Riccio, il legale della famiglia Gualtieri -. Credo che tutti e quattro i corpi torneranno insieme con un volo di linea e quindi dipenderà anche dalla disponibilità dei posti. Per Benedetti ci sono voluti 3-4 giorni, credo che sarà così anche per loro». Sul fronte delle doppia inchiesta, quella alle Maldive e quella a Roma, non ci sono sviluppi. Di certo autopsie a Malè non ne vengono eseguite. Il corpo di Gianluca Benedetti, il primo a essere rientrato a Malpensa, è ora all’ospedale di Gallarate. La procura di Roma - che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti - ha disposto l’autopsia. Lo stesso sarà per il trentenne di Omegna e gli altri compagni di immersione. «Saranno questi accertamenti e ancora più quelli alle dotazioni tecnologiche dei 5 che potranno dare risposte» conclude Riccio.