E. G.
19 maggio 2026 08:44
Sono stati trasferiti a Malé, capitale delle Maldive, i corpi di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri, recuperati dal terzo ambiente della grotta di Alimatha. Il recupero degli altri due corpi (quelli di Muriel Oddenino e di Giorgia Sommacal) avverrà domani, mercoledì 20 maggio 2026.I corpi erano stati individuati nella parte più profonda della grotta in cui giovedì si sono immersi senza ritornare a galla. Tutti vicini tra loro, come riferisce Today.it, a una profondità di oltre sessanta metri. Dovrebbe invece rientrare nelle prossime ore in Italia la salma della quinta vittima Gianluca Benedetti, capobarca e istruttore di sub.Il team di tre subacquei finlandesi di Dan Europe - organizzazione medica e scientifica internazionale no-profit attiva nella sicurezza subacquea - è affiancato da sub maldiviani, che conoscono il contesto locale e supportano il dispositivo di recupero.La grotta è tra i 55 e 60 metri di profondità, presenta passaggi stretti, cunicoli e in alcuni punti la visibilità è quasi zero. Per questo dal team fanno sapere che l'approccio usato è di "estrema prudenza", alla luce della "necessità di preservare la sicurezza dei soccorritori in ogni fase del recupero". La missione viene definita "rimane tecnicamente impegnativa, emotivamente intensa e operativamente complessa".Le indaginiNel frattempo continuano le indagini per accertare le cause della tragedia e stabilire le responsabilità. Sotto la lente, oltre alle attrezzature, finiscono le autorizzazioni.Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive Mohamed Muizzu, sostiene che nella lista del team di ricerca non comparirebbero i nomi del capobarca Gianluca Benedetti e di Giorgia Sommacal, figlia della professoressa Montefalcone. Una circostanza su cui il tour operator verbanese Albatros Top Boat sottolinea - attraverso la sua legale Orietta Stella - che "il permesso di cui si parla non è per le immersioni, ma per l'attività scientifica". "Viene da sé - sostiene l'avvocata - che ad averlo dovessero essere i ricercatori e non le guide. Così com'è scontato che i ricercatori non si immergessero senza guide". A intervenire anche l'università di Genova: "L'attività di immersione subacquea, nel corso della quale si è verificato l'incidente, non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale".Il programma delle operazioniDue corpi oggi, 19 maggio, due domani. Questo il cronoprogramma stilato per il recupero sub italiani morti alle Maldive nel corso di un'immersione. Nelle scorse ore i cadaveri sono stati individuati dal team di superesperti finlandesi, ma la difficoltà delle operazioni è tale da rendere impossibile procedere per tutti nella stessa giornata.Saranno impiegati sistemi tecnici avanzati, tra cui potenti scooter subacquei e "rebreather", un sofisticato "autorespiratore". La durata indicativa di ciascun intervento è di circa tre ore, ma le tempistiche effettive dipenderanno dalle condizioni riscontrate in grotta.Scooter subacquei per le ricercheI tre speleosub finlandesi di Dan Europe che hanno il compito di recuperare i cadaveri degli italiani hanno a disposizione un'attrezzatura di ultima generazione per la loro impresa. Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist hanno innanzitutto il "rebreather".Non si tratta di semplici bombole, ma di un sistema di immersione a circuito chiuso che ricicla il gas espirato dal subacqueo, rimuove l'anidride carbonica tramite un filtro assorbente e reintegra automaticamente l'ossigeno metabolizzato. Ciò consente immersioni significativamente più lunghe, produzione minima di bolle, ridotto consumo di gas e un controllo estremamente preciso della miscela respiratoria; tutte capacità essenziali in operazioni complesse di recupero in grotta.Hanno poi i Dpv (Diver Propulsion Vehicles), scooter subacquei che consentono ai sub di effettuare in sicurezza una prolungata penetrazione in grotta profonda, mantenendo margini operativi di sicurezza estremamente elevati. Hanno un motore elettrico alimentato a batteria che aziona un'elica, progettata e protetta in modo da non essere pericolosa per il subacqueo o per l'ambiente. Aiutano a trasportare la pesante attrezzatura e ridurre il tempo necessario per gli spostamenti, accorciando quindi i tempi già lunghi di decompressione.In superficie è stata attivata anche una barca-ambulanza con la presenza di un medico iperbarico.











