Obiettivo principe, avere la giustificazione per non andare a lavorare e raggranellare tutti i gettoni di presenza consentiti. Il resto può attendere. A volere essere cattivi, è questa, in estrema sintesi, l’attività di un consigliere comunale. Ma non sarebbe giusto generalizzare: c’è chi si dedica anima e corpo al mandato istituzionale, chi studia gli atti, presidia le commissioni e non manca quasi mai alle sedute d’Aula. Sarebbe sbagliato fare di tutta l’erba un fascio.Eppure i numeri sono numeri e qualche domanda la pongono. Basta sfogliare il Bilancio sociale 2025 dell’ufficio autonomo per il Consiglio comunale per ricostruire un quadro che, almeno sul piano quantitativo, presta il fianco a più di una riflessione. Il dato che colpisce di più riguarda l’attività delle commissioni consiliari. Nel 2025 le sette commissioni hanno tenuto complessivamente 1.674 sedute, circa 235 ciascuna, quasi una al giorno se si eccettuano sabato, domenica e festivi. Solitamente in agosto, nel pieno del deserto amministrativo, le convocazioni si registrano per tutto il mese e questo spiega molte cose. Una macchina che continua a funzionare a pieno regime con numeri sovrapponibili nel 2023 e nel 2024. Il punto è capire cosa abbia prodotto tutta questa attività.Il documento dice che gli ordini del giorno trattati sono stati 631, mentre i pareri formalmente resi sulle deliberazioni si fermano a 588. Cifre che, prese da sole, non dimostrano nulla — le commissioni non servono soltanto a esprimere pareri, ma svolgono anche istruttorie, audizioni, approfondimenti e attività di indirizzo — però alimenta un interrogativo politico: il moltiplicarsi delle convocazioni genera davvero decisioni o rischia talvolta di produrre soprattutto presenza?L'articolo completo di Giancarlo Macaluso sul Giornale di Sicilia in edicola oggi e in edizione digitale