Autobus che si fermano anche dopo le 21, più frequenze, collegamenti festivi diretti e una città pensata non solo per se stessa ma come parte di un grande sistema metropolitano.
Paolo Pilotto tratteggia così il futuro del trasporto pubblico monzese, legandolo all’arrivo della metropolitana M5 e a una trasformazione destinata a cambiare il modo di muoversi in città.
Il tema è emerso durante l’incontro organizzato da Il Dialogo di Monza alla biblioteca del Carrobiolo, dove il sindaco è stato incalzato su una delle questioni più sentite dai cittadini: la mobilità quotidiana. Tra autobus poco frequenti, collegamenti serali limitati e il dibattito sulle strisce blu, Pilotto ha delineato una strategia di lungo periodo.
"Una città capoluogo non può pensare solo a se stessa", spiega il primo cittadino, ricordando che la pianificazione del trasporto pubblico dipende dall’agenzia di bacino del trasporto pubblico locale, che governa un’area che comprende Milano, Monza, Pavia, Lodi e le relative province.
In questo quadro si inserisce la scelta fatta due anni fa da Monza: chiedere di entrare nel lotto 1, quello che comprende Milano e l’area metropolitana. Una decisione che segna un cambio di prospettiva. "L’arrivo della metropolitana cambierà completamente il trasporto pubblico locale su Monza", osserva Pilotto.










