Sarà la prima metropolitana in Italia ad unire due capoluoghi di provincia. Previsti 82mila passeggeri in più ogni giorno e altri 12 treni “driverless“. L’opera costerà 1,9 miliardi di euro con un nuovo deposito per i convogli.La corsa contro il tempo è finita. Ieri MM ha pubblicato quel bando che i sindaci di Milano e Monza, nell’ordine Giuseppe Sala e Paolo Pilotto, avevano auspicato si potesse lanciare entro il 30 giugno 2026, vale a dire: il bando per la progettazione esecutiva e la realizzazione del prolungamento della Metropolitana 5 a Monza. Una gara internazionale da oltre 1,1 miliardi di euro, per un’opera dal valore complessivo di 1,9 miliardi, unica in Italia perché sarà la prima tratta metropolitana ad unire due capoluoghi di provincia. Per la copertura economica dell’infrastruttura, extracosti compresi, è servito un decreto interministeriale che dirottasse fondi da un prolungamento ad un altro, da quello della Metropolitana 4 a Segrate a quello della M5 a Monza.
Nel dettaglio, la nuova tratta aggiungerà 13,1 chilometri al tracciato esistente e 11 nuove stazioni, spingendosi dall’attuale capolinea di Bignami fino al Polo Istituzionale di Monza-Brianza, portando così la Lilla ad un’estensione totale di 26 chilometri con 30 stazioni. Il prolungamento si svilupperà quasi interamente in sotterraneo all’interno dei Comuni di Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza. Le 11 nuove stazioni saranno distribuite come segue. La tratta tra Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo sarà scandita dalle fermate di Testi-Gorki (vicino al Parco Nord), Rondinella-Crocetta, Lincoln e Cinisello-Monza, dove ci sarà l’interscambio con il futuro prolungamento della Metropolitana 1 a Bettola. Quindi la tratta monzese, scandita dalle fermate Campania, Marsala, Monza FS, dove sarà garantito l’interscambio con la rete ferroviaria, Trento e Trieste (pieno centro cittadino), Parco Villa Reale (con accesso diretto al polmone verde di Monza), ospedale San Gerardo e, infine, il nuovo capolinea di Monza-Brianza. L’intervento include anche il deposito-officina di Casignolo. Fino ad oggi, infatti, le rimesse interrate di Bignami e San Siro si sono rivelate insufficienti, costringendo i treni Lilla ad appoggiarsi ai depositi della M2 per la manutenzione straordinaria.







