Un lettore scrive:

«A breve si celebreranno i 20 anni di servizio della Linea 1 della Metro. Ricordo già allora i dubbi di molti esperti sul sistema scelto e sulla capienza dei vagoni. Dopo 20 anni devo dire che quei dubbi erano più che legittimi e sarei contento che qualcuno andasse a cercare/intervistare chi scelse di adottare quel tipo di vagoni. Ieri sera ennesimo caso emblematico: metro ferma 10/15 minuti per soccorsi, banchine che si riempiono a dismisura, ogni fermata lo scontro tra gente che non riesce a scendere e gente che non riesce a salire (con porte forzate continuamente) non essendoci materialmente spazio per un deflusso regolare; dentro tutti ammassati come sardine; nessun addetto Gtt che aiuta a gestire le situazioni critiche, ormai ordinarie nelle ore di punta. Tradotto: nel 2006 i vagoncini erano anche carini, tutto sembrava perfetto peccato che servisse per pochi intimi (io tra questi) che vivevano lungo l'asse Marche –Porta Susa (7 fermate credo in origine); poi la linea si è estesa ed è destinata a crescere ancora.

Il servizio ora è scadente e, causa le continue interruzioni, sta diventando un terno al lotto, per molti, arrivare regolarmente al lavoro o a scuola. Sarebbe auspicabile cercare coloro che contribuirono alle scelte di cui sopra e chieder loro, magari invitandoli ad utilizzarla nelle ore di punta, un giudizio sincero. Sono quasi certo che l'entusiasmo di 20 anni fa scemerebbe in un battito d'ali».