Nessuno sconto di pena per Carlo Evangelisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla difesa dell'uomo, rendendo definitiva la condanna a 21 anni di reclusione per l'omicidio della madre, la 71enne Milena Calanchi. Il dramma familiare si consumò a Modena a cavallo tra il 15 e il 16 novembre 2021, all'interno dell'appartamento di via Manzini che madre e figlio condividevano.Iscriviti al canale Whatsapp di ModenaTodayLa battaglia procedurale in appelloIl fulcro del tentativo difensivo davanti agli Ermellini ruotava attorno a quanto verificatosi nel precedente grado di giudizio. Davanti alla Corte di assise di appello di Bologna, l'avvocato Luca Sebastiani, subentrato per assumere la difesa in quella fase, aveva avanzato una ferma richiesta per rinnovare l'istruttoria dibattimentale. L'obiettivo era ottenere la nomina di un consulente tecnico d'ufficio in ambito medico legale e poter acquisire ulteriore documentazione, un'esigenza dettata dalle marcate divergenze emerse in primo grado tra le conclusioni degli esperti della Procura e quelli della difesa. I giudici bolognesi scelsero di non accogliere l'istanza, ma inserirono la motivazione di tale diniego esclusivamente all'interno del testo della sentenza finale.I nodi del ricorso e la riqualificazione del reatoL'impugnazione in Cassazione promossa dall'avvocato Sebastiani contestava proprio questa anomalia temporale. Il legale ha sostenuto che la decisione sulla riapertura o meno dell'istruttoria dovesse necessariamente precedere la fase della discussione in aula; ciò avrebbe permesso alle parti, nel pieno rispetto dei dettami di legge, di conoscere con assoluta certezza il reale perimetro del materiale probatorio a disposizione per le arringhe conclusive. Sul piano prettamente sostanziale, il ricorso chiedeva inoltre di mitigare il quadro accusatorio, domandando la riqualificazione del fatto in omicidio colposo o preterintenzionale, l'esclusione dell'aggravante legata ai maltrattamenti in famiglia e il riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche. Istanze che la Suprema Corte ha deciso di non accogliere.L'ipotesi di un ricorso europeoL'esito del giudizio romano è stato accolto con un certo disappunto dalla difesa. L'avvocato Sebastiani ha dichiarato di prendere atto della sentenza e di rispettarla pienamente, ammettendo tuttavia di esserne rimasto sorpreso. Il legale riteneva le basi del ricorso particolarmente solide, in quanto specchio di un orientamento giurisprudenziale considerato del tutto allineato e calzante con la vicenda modenese, tanto da ravvisare un'effettiva lesione nell'esercizio del diritto di difesa del proprio assistito. La partita giudiziaria, ad ogni modo, potrebbe non dirsi conclusa: la difesa attende ora di poter esaminare a fondo le motivazioni depositate dai giudici della Cassazione, vagliando seriamente l'opportunità di portare il caso all'attenzione della Corte Europea.
Omicidio di via Manzini, la Cassazione conferma la condanna a 21 anni per Carlo Evangelisti
L'avvocato difensore valuta ora il ricorso alla Corte Europea, lamentando una presunta lesione dei diritti durante l'iter processuale d'appello










