La spedizione punitiva di via Maddalene

Gianluca Moscatiello, ex camorrista di 49 anni che abita a Venaria Reale con la compagna, ha patteggiato una condanna a un anno e undici mesi di carcere per il sequestro e il pestaggio di un ragazzo di 17 anni, avvenuto a Torino all'inizio di marzo 2025. La stessa pena è stata inflitta, sempre con la stessa formula, a Pietro Tagliaferri, di 54 anni, cugino di Moscatiello, e ai fratelli Alin e Ovidiu Cirpaci, romeni di 42 e 38 anni. Il figlio 19enne dell'ex camorrista ha invece patteggiato un anno di reclusione, con pena sospesa dalla condizionale. Tutti sono stati difesi nel processo dall'avvocato Gianluca Orlando.I cinque erano accusati di sequestro di persona e lesioni personali. Sono cadute le accuse di minaccia e violenza privata dopo che il minorenne è stato risarcito con 3mila euro e ha rimesso la querela. Moscatiello, in passato affiliato al clan Genovese e condannato per omicidio, era scappato in Romania per evitare la cattura ed era stato arrestato in un bed & breakfast del quartiere Lucento dopo tre settimane di latitanza. Dopo il patteggiamento è andato ai domiciliari.Il litigio e la spedizione punitivaLa vicenda iniziò la notte di sabato 8 marzo 2025, quando il figlio di Moscatiello e il 17enne ebbero un litigio davanti alla discoteca Bamboo di corso Moncalieri. Il figlio dell'ex camorrista, che aveva avuto la peggio, dopo essere stato dimesso dall'ospedale, sporse denuncia e ha riferì l'accaduto al padre. Moscatiello, a quel punto, pianificò la vendetta inviando un messaggio ai complici: “Ci va una tiratina d’orecchie, almeno la prossima volta sanno tutti che, se lo toccano, poi devono parlare con noi”.Nella serata di domenica 9 marzo 2025, il 19enne attirò così la vittima in via Maddalene. Al suo arrivo, sette persone scesero da tre auto: una Mercedes, una Fiat 500 e da una Panda, aggredendo il minorenne. “Hai picchiato la persona sbagliata, è il figlio del boss”, gli dissero prima di avvolgerlo in un lenzuolo, metterlo nel bagagliaio del suv e colpirlo fino a fargli perdere i sensi.Dopo circa mezz'ora il 17enne venne abbandonato in via Germagnano, in stato di choc e senza una scarpa. Dopo la denuncia partirono le indagini degli agenti della squadra mobile della polizia di Stato, coordinate dalla pm Chiara Maina della procura cittadina. Queste permisero di delineare il quadro di quanto accaduto e portarono all'individuazione dei responsabili.Continua a leggere le notizie di TorinoToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp