MONSELICE (PADOVA) - Una brutale spedizione punitiva per vendicarsi di una denuncia. È finita in carcere l'escalation criminale di due giovani tunisini di 25 e 20 anni che dal furto di un'auto sono passati alle minacce di morte, armati di coltello. I carabinieri di Monselice li hanno arrestati su ordine del Tribunale di Rovigo: dovranno rispondere di rapina, lesioni e atti persecutori.

Tutto era iniziato lo scorso 25 maggio con il furto di un'Opel Corsa. Il proprietario aveva denunciato il fatto e il ventenne era finito in manette con il divieto di dimora nelle province di Padova e Rovigo. Una misura che il giovane ha violato il giorno seguente, presentandosi alla porta della vittima insieme al complice 25enne. L'aggressione è stata feroce. I due hanno sfondato la porta e sono piombati nell'abitazione come furie. Hanno trascinato l'uomo in salotto, lo hanno scaraventato a terra e colpito ripetutamente con calci al volto e pugni allo stomaco mentre lui tentava invano di proteggersi. Le minacce di morte si alternavano ai colpi: volevano che ritirasse la denuncia. Prima di andarsene si sono portati via un televisore da 24 pollici, quasi a suggellare la loro vendetta. Ma il 25enne non si è fermato. È tornato più volte sotto casa della vittima, armato di coltello a serramanico e accompagnato da altri soggetti ancora da identificare. Il terrore ha spinto l'uomo a dormire in auto vicino alla caserma dei carabinieri. La perquisizione a casa del 25enne ha rivelato un quadro concordante: sono infatti stati sequestrati 32.820 euro in contanti, 18 grammi di hashish, 43 chilogrammi di fuochi pirotecnici, il televisore rubato e il coltello. Entrambi sono finiti in carcere a Rovigo.