PADOVA - Ancora nessun patteggiamento per Tahar El Meliani, 23 anni, marocchino residente a Fossò (Ve) e Mohammed Fathali, 23 anni anche lui, ma di Vigonovo (Ve), in cella da metà dicembre, quando i carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Roberto D’Angelo li hanno arrestati considerandoli i vertici della gang di minorenni veneziani e padovani che per tutta l’estate scorsa ha rapinato e aggredito con violenza alcuni omosessuali durante i loro incontri in via Polonia, nella zona industriale di Padova.

Il gup Laura Alcaro, ieri (18 settembre) nel primo pomeriggio, ha deciso di ricalcolare la pena, quindi niente più patteggiamento di 5 anni a testa. Inoltre le parti civile si sono dette scontente dei miseri risarcimenti offerti dai due imputati: 200 euro per vittima. Così il giudice ha rinviato la sua decisione al prossimo 2 di ottobre.

I due sono accusati, a vario titolo, di rapina aggravata, lesioni, danneggiamenti aggravati, estorsione, sequestro di persona, minacce, violenza privata, porto illegale di armi e indebito utilizzo delle carte di pagamento delle vittime. Nell’ordinanza si custodia cautelare si legge che El Meliani e Fathali erano “suggestionati” dalla violenza e dalle sue forme di manifestazione più eccentriche. Questo li aveva mossi quasi ogni sera, tra il giugno e il 31 luglio scorsi, a raggiungere il parcheggio di via Polonia, picchiare con ferocia animalesca e poi rapinare le coppie omosessuali che di sera frequentavano la zona. Che fossero decisi lo dice ancora il gip spiegando come i due marocchini residenti nel Veneziano non abbiano mai mostrato non solo dell’empatia verso le loro vittime, ma nemmeno un “basilare rispetto” verso l’incolumità e “la dignità” di chi finiva nelle loro grinfie. Nel tratteggiare ancora il profilo dei due arrestati, il gip spiegava anche tutte le tecniche usate dalla coppia e del gruppo per non essere identificato.