Alta tensione21 maggio 2026 alle 00:20«Benvenuti in Israele» alle persone bendate e in manette L’ira di Mattarella e Meloni, anche Netanyahu si dissocia

Questa volta Israele ha «superato la linea rossa». O meglio, lo ha fatto il suo ministro più oltranzista, Itamar Ben Gvir. A far traboccare il vaso della pazienza internazionale è stato il video che il responsabile della Sicurezza del governo Netanyahu ha diffuso sui suoi social: «Ecco come accogliamo i sostenitori del terrorismo. «Benvenuti in Israele, questa è casa nostra», ha affermato mentre, bandiera israeliana in pugno e ghigno di derisione, attraversa un hangar del porto di Ashdod.

Lì sono stati radunati gli oltre 400 attivisti della Globlal Sumud Flotilla, tra cui una trentina di italiani, fermati la sera prima in acque internazionali al largo di Cipro e della Striscia di Gaza, dove erano diretti nel tentativo di rompere, come le missioni precedenti, il blocco israeliano e portare aiuti umanitari. Le immagini con decine di persone bendate e inginocchiate, le mani legate e la faccia a terra, hanno suscitato lo sdegno di mezza Europa, a partire dall'Italia.

Sdegno italiano

Un «trattamento incivile» che «tocca un livello infimo di un ministro del governo di Israele», sono le parole, durissime, del presidente Sergio Mattarella. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno deciso di prendere subito posizione e convocare l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, per «pretendere le scuse» dello Stato ebraico e richiedere l'immediato rilascio degli italiani. A prendere posizione a nome del Consiglio regionale sardo anche il presidente Piero Comandini: «Israele deve rispettare il diritto internazionale ma soprattutto non deve ledere la dignità umana. Il Governo, davanti ai maltrattamenti subiti dai manifestanti della missione umanitaria verso Gaza, deve agire senza indugi. Non si può assistere a questo scempio dei diritti umani». Solidarietà dell’Assemblea «per i manifestanti», di cui Comandini ha auspicato «l’immediata liberazione».