Ammanettati, bendati, le schiene ricurve. Costretti a fissare il pavimento, trascinati come sacchi. Derisi e insultati dalla polizia israeliana e dal ministro del governo Netanyahu Ben-Gvir, che gli urla contro: «Benvenuti in Israele». Una donna grida "Free Palestine", due agenti dello Shin-Bet le chinano il capo a terra con uno strattone. Fanno il giro del mondo le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla in stato di arresto nel porto di Ashdod. E generano un moto di sdegno anche in Italia, che conta ventinove connazionali tra gli uomini e le donne fermate due giorni fa in acque internazionali dalle forze speciali israeliane. In una nota congiunta la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani definiscono «inaccettabili» . Le riprese immortalano decine di attivisti inginocchiati in un hangar, le mani immobilizzate da fascette. Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit, li insulta ripetutamente mentre sventola la bandiera israeliana. «Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo nelle prigioni antiterrorismo». Anche la ministra dei Trasporti Miri Regev passeggia compiaciuta tra le fila degli attivisti immobilizzati. Costole rotte o incrinate, difficoltà respiratorie. I legali della Flotilla denunciano «violenze estreme, umiliazioni sessuali e gravi ferite da parte delle forze israeliane, taser, a diverse donne è stato strappato l'hijab».
Flotilla, attivisti legati e derisi Ben-Gvir: benvenuti in Israele. Mattarella: «Livello infimo»
Ammanettati, bendati, le schiene ricurve. Costretti a fissare il pavimento, trascinati come sacchi. Derisi e insultati dalla polizia israeliana e dal ministro del governo Netanyahu Ben-Gvir, che...











