Ammanettati, bendati, le schiene ricurve. Costretti a fissare il pavimento, trascinati come sacchi. Derisi e insultati dalla polizia israeliana e da un ministro del governo Netanyahu, Ben-Gvir, che gli urla contro a favore di telecamere: «Benvenuti in Israele». Una donna grida "Free Palestine", due agenti dello Shin-Bet le chinano il capo a terra con una manata.

Fanno il giro del mondo le immagini degli attivisti della Global Sumud Flotilla in stato di arresto nel porto di Ashdod. E generano un moto di sdegno anche in Italia, che conta ventinove connazionali tra gli uomini e le donne fermate due giorni fa in acque internazionali dalle forze speciali israeliane. In una nota congiunta la premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani definiscono «inaccettabili». Le riprese immortalano decine di attivisti inginocchiati in un hangar, le mani immobilizzate da fascette. Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale e leader del partito ultranazionalista Otzma Yehudit, li insulta ripetutamente mentre sventola la bandiera israeliana. «Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo. Chiedo a Netanyahu di consegnarmeli per lungo tempo nelle prigioni antiterrorismo». Anche la ministra dei Trasporti Miri Regev passeggia compiaciuta tra le fila degli attivisti immobilizzati.LE REAZIONI Fra loro ci sono ventisette italiani. Altri due, il deputato del Movimento Cinque Stelle Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, sono partiti ieri sera alla volta di Roma. «È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona» accusano Meloni e Tajani. E aggiungono: «L'Italia pretende inoltre le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano». Una durissima reazione arriva in serata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Che in una nota denuncia il «trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele». Mentre la Farnesina convoca l'ambasciatore israeliano a Roma Jonathan Peled, ricevuto dal segretario generale Riccardo Guariglia, e annuncia un possibile voto italiano a favore delle sanzioni Ue contro Gerusalemme. Lo sdegno viaggia da una cancelleria all'altra. Yvette Cooper, ministra degli Esteri inglese, si dice «inorridita» dai video-shock. «I civili devono essere protetti. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato» twitta invece la commissaria Ue alla gestione delle emergenze Hadja Lahbib. In serata Tajani annuncia a Cinque Minuti, intervistato da Bruno Vespa, l'imminente liberazione dei connazionali: «Abbiamo ottenuto che domattina (stamattina, ndr) tutti i connazionali in stato di fermo partiranno dall'aeroporto di Ramon verso la Grecia o la Turchia». Ma la polemica monta. Alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma la sospensione del memorandum militare fra Italia e Israele, «nessuna ambiguità». Poi si rivolge a Ben-Gvir: «Noi ci vantiamo di aver sempre trattato con rispetto i suoi connazionali e non abbiamo l'abitudine di arrestare le persone in acque internazionali».L'IRA DELLE OPPOSIZIONI Dalle opposizioni sale il pressing per chiedere al governo di allungare le distanze con Netanyahu. «Passi dalle parole ai fatti, tolga il veto che impedisce all'Ue di sospendere l'accordo di cooperazione con Israele» tuona la segretaria dem Elly Schlein. Così il presidente del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte. «Immagini sconce, ledono la dignità di qualsiasi essere umano». Poi la stoccata: «Dovevamo aspettare il nostro deputato Carotenuto perché il nostro governo finalmente prendesse in modo chiaro le distanze da un governo israeliano che è assolutamente indecente, pericoloso e criminale».