Emmanuel Marre era fino a ieri un nome un po’ misterioso fra i registi del concorso, la sua filmografia conta un’opera prima piuttosto riuscita realizzata insieme a Julie Lecoustre, Rien a foutre, l’uberizzazione della nostra realtà nel personaggio di una hostess in compagnie low cost interpretato da Adèle Exarchopoulos. E ecco che questo suo secondo film, Notre Salut, si è affermato subito come uno dei migliori nella competizione, quel sussulto che finora era mancato al Festival. Non è solo il tema, cioè la Francia di Vichy, su cui comunque il regista francese (nato nel 1980) mette in atto un lavoro di trasformazione profonda dei codici di rappresentazione spiazzando il «genere» del film storico in una essenziale contemporaneità. Le cui questioni, a differenza di molti titoli visti questi giorni, non risultano mai un po’ «posticce» o dettate da logiche della sceneggiatura, e fluiscono invece all’interno di una narrazione che è prima di tutto una scelta di forma, di un punto di vista in cui la storia si proietta sul presente e viceversa.

LA MATERIA di ispirazione sono state, come ci dicono i cartelli alla fine, le lettere che il suo bisnonno e la sua bisnonna si sono scritti durante la seconda guerra mondiale, l’uomo un ingegnere con velleità da scrittore, ossessionato dalla propria affermazione pubblica, dal bisogno costante di un riconoscimento aveva raggiunto Pétain e la Repubblica di Vichy, la cosiddetta «Francia libera» anche per cercare un rimedio al fallimento economico provocato dalle sue truffe. Ha scritto in libro, Notre Salut, una specie di guida per un «francese nuovo» e per una nuova grandezza francese a venire, cerca qualcuno che lo consideri, che gli dia un ruolo, che riconosca in lui la giusta risposta alla sfida del futuro. Ma questo non è il ritratto di un singolo conformista, l’individuo in questione, Harri Marre – magnificamente interpretato da Swann Arlaud – porta con sé il senso di una moltitudine, l’immagine di un paese che pensa unicamente al proprio beneficio e di una contemporaneità mondiale che lì sembra riflettersi. quoteUn individuo e un Paese interessati solo al proprio beneficio, il riflesso nei fascismi del nostro presente