Molti che hanno ascoltato con passione professionale la conferenza stampa parigina della 79/a edizione del Festival di Cannes hanno sorriso quando Thierry Fremaux, delegato generale del festival, ha citato Erri De Luca come attore nel film francese in concorso La Vie d'Une Femme (A Woman's Life) di Charline Bourgeois-Tacquet, con Léa Drucker nei panni di una chirurga parigina.

Finalmente qualcosa d'italiano in questo festival in cui il nostro Paese sembra del tutto desaparecido.

Sicuramente dal concorso, dove la presenza dei nostri film è stata discontinua, ma bisogna risalire al 2017 per un'altra edizione senza l'Italia nel programma ufficiale. Nel 2018, infatti c'era Matteo Garrone con 'Dogman' e 'Lazzaro felice' di Alice Rohrwacher; nel 2019 Marco Bellocchio con 'Il traditore'; nel 2020 il festival fu di fatto cancellato causa Covid. E ancora, nel 2021 Nanni Moretti con 'Tre piani'; nel 2022 Mario Martone con 'Nostalgia' (e Valeria Bruni Tedeschi con il francese 'Les Amandiers'); nel 2023 la tripletta, Nanni Moretti con 'Il sol dell'avvenire', Marco Bellocchio con 'Rapito' e Alice Rohrwacher con 'La chimera'; nel 2024 Paolo Sorrentino con 'Parthenope' e, infine, nel 2025 c'era Martone con 'Fuori'. "L'Italia è un grande Paese di cinema e ci saranno delle piccole aggiunte... Ma diciamo che forse non abbiamo visto film che meritavano di essere in competizione, non è grave. Può succedere, e i film torneranno", ha risposto il delegato generale del Festival, Thierry Fremaux a una domanda dell'ANSA sulla delusione di essere rimasti fuori dalla selezione, come dai Mondiali di calcio. E poi, Cannes è diventata "il teatro di una nuova generazione" di cineasti italiani, "inclusa quella napoletana, con i film di Paolo Sorrentino, di Valeria Golino, di tutta una giovane generazione di produttori come Nicola Giuliano. E quindi, sappiate che siete sempre benvenuti a Cannes". Quanto all'amaro in bocca per la Nazionale azzurra, "mi associo al vostro dolore di non vedere l'Italia alla Coppa del Mondo - ha ironizzato Fremaux - ma vi ricordo che noi non ci siamo stati nel 1962, nel 1966, nel 1970 e nel 1974. Siamo tornati nel 1978 e siamo stati Campioni del Mondo vent'anni dopo, nel 1998". Ma la vera assenza di film italiani quest'anno è stata avvertita in sezioni come Un Certain Regard e Cannes Première dove abbiamo sempre collocato almeno uno o due titoli. Un esempio su tutti: l'anno scorso a Un Certain Regard c'erano 'Testa o croce?' di Zoppis e Rigo de Righi e 'La città di pianura' di Francesco Sossai. Ci possiamo per ora comunque consolare con 'Roma Elastica', film del regista francese Bertrand Mandico, con coproduzione italiana, realizzato a Cinecittà e approdato a Séances de Minuit, che Fremaux ha definito "felliniano". Nel cast Marion Cotillard, Noémie Merlant, Isabella Ferrari, Ornella Muti e Franco Nero, insieme a Maurizio Lombardi, Martina Scrinzi, Michele Bravo, Alessio Gallo e Tea Falco.