Forse sarà per le molte ombre di guerra del presente, ma mai come quest'anno nella selezione ufficiale del Festival di Cannes la storia di Francia recente è messa allo specchio: si va da 'Notre salut' di Emmanuel Marre a 'Moulin' di László Nemes, biopic su Jean Moulin; da 'De Gaulle: L'Âge de Fer' di Antonin Baudry, fino a 'L'Affaire Marie-Claire' sul celebre 'processo di Bobigny'.
Intanto 'Notre salut' di Emmanuel Marre passato stamattina in concorso. Nel 1940, Henri Marre (Swann Arlaud), uomo non troppo carismatico ma molto determinato, arriva da solo a Vichy, aspirando a ritagliarsi un posto nel nuovo regime. Non a caso nella sua valigia ha un manoscritto politico autodidatta, 'Notre Salut', che intende pubblicare. Nella sua testa è un modo di contribuire a salvare la Francia dalla disfatta attraverso idee tecnocratiche e patriottiche.
Il libro funziona e così incassa un posto da funzionario nel governo Petain alleato al nazismo. Il film, inutilmente lungo, è un po' uno spaccato di certe aspirazioni politiche. Ora Henry Marre non è certo un genio, ma sicuramente un opportunista e c'è chi nel film lo capisce gli dice: "quel libro è davvero per 'notre salut', la nostra salvezza o solo per la vostra".












