Collaborazioni strategiche con chiunque ma nessun posto di lavoro in Italia. In attesa della presentazione del nuovo piano industriale di Stellantis, oggi all’Investor Day di Detroit negli Usa, il nuovo corso inaugurato dall’amministratore delegato Antonio Filosa dall’Italia sembra solo fumo.

Il gruppo presieduto da John Elkann ha annunciato in questi giorni due joint venture: una con la cinese Dongfeng in Europa e una con Jaguar Land Rover negli Stati Uniti. Con il colosso cinese l’ex Fiat collabora da oltre trent’anni ma da poco è stata rafforzata la partnership in Cina per produrre veicoli a nuova energia a marchio Peugeot e Jeep nello stabilimento di Wuhan per il mercato cinese e destinati all’esportazione dal 2027. Mentre in Europa Stellantis si occuperà della vendita, la distribuzione, la produzione dei nuovi veicoli elettrici di Dongfeng che, con il marchio Voyah, entrerà in alcuni mercati europei. I futuri modelli elettrificati, però, non saranno prodotti in Italia ma nello stabilimento di Rennes, in Francia. Così Dongefen aiuta Stellantis a saturare l’impianto francese e in cambio evita i dazi sull’import.

«Questo nuovo capitolo consentirà di offrire una gamma ancora più ampia di prodotti a prezzi competitivi, valorizzando la presenza globale di Stellantis», ha commentato l’ad. Anche il memorandum d’intesa con Jaguar Land Rover, un’intesa non vincolante, per «possibili sinergie nello sviluppo di prodotti e tecnologie» non porta nulla all’Italia. «Possiamo creare valore per entrambe le organizzazioni, restando focalizzati nell’offrire ai clienti i prodotti che amano» ha sottolineato Filosa. E poi c’è la Spagna: nei giorni scorsi Stellantis ha annunciato anche il rafforzamento della partnership con la cinese Leapmotor nello stabilimento di Saragozza per la produzione del nuovo suv di Opel e il rafforzamento del sito di Madrid, a cui potrebbe essere assegnato un nuovo modello dell’industria cinese.