Milano, 19 mag. (askanews) – Rilanciare i margini, dare credibilità al recupero negli Stati Uniti, chiarire il futuro del portafoglio marchi, sciogliere i nodi industriali in Europa e Italia e trasformare le partnership con i gruppi cinesi, da Leapmotor a Dongfeng, in una leva per ridurre costi e saturare capacità produttiva. Sono i principali punti che Antonio Filosa dovrà affrontare il 21 maggio ad Auburn Hills, dove Stellantis presenterà il nuovo piano industriale.
L’appuntamento arriva dopo un primo trimestre chiuso con il ritorno all’utile, ma accolto con prudenza dal mercato: ricavi netti a 38,1 miliardi (+6%), consegne consolidate a 1,36 milioni (+12%), risultato operativo rettificato di 960 milioni, margine al 2,5% e utile netto di circa 377 milioni. I conti sono stati sostenuti da circa 400 milioni di rimborsi attesi sui dazi Usa, contabilizzati ma non ancora incassati. Restano dubbi sulla qualità della ripresa, soprattutto in Nord America, e sull’Europa, quasi a zero sul piano dei margini. In Borsa, dai massimi 2024 in area 24 euro, Stellantis ha perso oltre il 70%, capitalizza circa 19 miliardi ed è fra i peggiori performer da inizio anno nel comparto auto europeo.
Jefferies conferma “buy” con target a 10 euro e sostiene che Stellantis debba andare oltre un classico piano “shrink to prosper”. La banca indica come priorità i brand core Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, circa il 70% dei volumi; la gestione di circa 1 milione di unità di capacità inutilizzata in Europa; Leapmotor come leva sui costi; e margini al 7-9% dal 2028. Ubs, “buy” con target a 9,70 euro, vede invece nel piano soprattutto un test sul rilancio Usa e si attende target 2028-2030, con margine Aoi di gruppo al 4-6% nel 2028 e al 6-8% nel 2030.









