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Il governo Meloni accelera sul ritorno al nucleare. Un primo passo è stato compiuto nelle scorse ore a Montecitorio. Le commissioni Ambiente e Attività produttive alla Camera hanno approvato infatti il disegno di legge delega che punta a riportare in Italia l'energia prodotta dall'atomo. Il cammino verso il nucleare è costellato ancora da molti ostacoli (pratici) eppure la maggioranza esulta per questo primo ok parlamentare. Il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto lo ha definito "un passaggio importante per costruire un futuro energetico più sicuro, sostenibile e indipendente per l'Italia". Tra le fila delle opposizioni c'è chi nutre invece qualche dubbio sul piano del centrodestra per risolvere i problemi legati al dossier energia."Oggi sarebbe più utile investire su sicurezza energetica, indipendenza dalle fonti fossili e da combustibili che non abbiamo. Qualcuno sostiene che l’uranio sia presente anche in Italia, ma se fosse davvero conveniente estrarlo esisterebbe già una filiera produttiva. Il fatto che non esista dimostra che il mercato ha già dato una risposta chiara", spiega a Today.it Patty L'Abbate, deputata del Movimento 5 stelle e componente della commissione Ambiente."Con il nucleare meno risorse per investimenti più urgenti"L'esponente del partito di Giuseppe Conte non è contraria aprioristicamente all'energia prodotta dall'atomo. "Concordo con la ricerca sull’energia nucleare. Quello che non convince è il progressivo declassamento delle fonti rinnovabili. Un mio emendamento chiedeva di effettuare ricerca e quindi investimenti su tutte le tecnologie esistenti, nel rispetto del principio della 'neutralità tecnologica'. Ovviamente è stato bocciato" spiega a Today.it L'Abbate.Il nucleare di Meloni è un percorso a ostacoliLa deputata ha seguito da vicino l'iter del disegno di legge delega messo a punto dal governo: "Nelle audizioni alla Camera, sia il professor Federico Maria Butera sia il premio Nobel Giorgio Parisi hanno evidenziato come il nucleare oggi non rappresenti una risposta utile né tempestiva alla crisi energetica e climatica. Parisi ha ricordato che il nucleare è una fonte rigida, poco modulabile, incompatibile con un sistema energetico moderno basato su rinnovabili, accumuli, reti intelligenti ed efficienza energetica. Butera ha sottolineato invece come esistano già alternative mature, meno costose e più rapide da implementare, a partire dalle comunità energetiche. Tornare al nucleare significa distrarre risorse economiche da investimenti più urgenti e immediatamente efficaci"."Si accelera un percorso senza alcun confronto democratico"Durante l'esame nelle due commissioni il centrodestra ha approvato alcune modifiche al testo di Pichetto. Una di queste prevede il coinvolgimento del ministero della Difesa - guidato dal meloniano Guido Crosetto - nella scrittura dei decreti legislativi. "Questo conferma quanto il tema nucleare non sia soltanto energetico, ma anche strategico e militare. È una scelta che rischia di aumentare opacità e centralizzazione decisionale, riducendo il ruolo dei territori e del Parlamento. Il nucleare civile comporta inevitabilmente questioni legate alla sicurezza nazionale, alla gestione delle infrastrutture sensibili e delle scorie radioattive", spiega a Today.it L'Abbate. "Inserire il ministero della Difesa nella governance del settore significa riconoscere implicitamente questi rischi. Ma proprio per questo servirebbero maggiore trasparenza e più partecipazione pubblica, non meno. Il timore è che si voglia accelerare un percorso senza un vero confronto democratico e senza avere ancora chiarito nodi fondamentali: costi, gestione delle scorie, approvvigionamento del combustibile, sicurezza degli impianti e sostenibilità economica".Un'altra novità "last minute" riguarda la possibilità data ai Comuni di presentare le proprie candidature per ospitare le future centrali. La deputata esprime le sue perplessità sull'emendamento approvato: "Spesso questi processi generano forti conflitti sociali e divisioni nelle comunità locali. Sarebbe più utile una pianificazione energetica partecipata, fondata sul consenso informato e sulla valorizzazione delle vocazioni territoriali. Le comunità devono essere protagoniste della transizione energetica attraverso le rinnovabili, non destinatarie passive di decisioni calate dall’alto. Ovviamente, se non arriveranno candidature, si finirà come nel caso del deposito nazionale delle scorie radioattive: a decidere sarà lo Stato"."Il nucleare ha forti rischi finanziari"Il testo approvato dalle commissioni non indica dove verranno reperite le risorse per il ritorno all'atomo e qual è la cifra indispensabile per attivare le centrali. Per sua stessa natura infatti il disegno di legge delega non può fornire una quantificazione delle risorse necessarie: l'esecutivo dovrà approvare ulteriori provvedimenti per sciogliere il nodo legato ai finanziamenti del nucleare. Ma quali saranno i costi finali dell'operazione e i benefici reali? "Questo è un ulteriore punto critico, evidenziato anche nelle audizioni parlamentari: il nucleare è una tecnologia ad altissimo investimento iniziale, con tempi lunghissimi e forti rischi finanziari", spiega a Today.it L'Abbate. "In tutti i Paesi occidentali che stanno costruendo nuove centrali si registrano ritardi enormi e aumenti vertiginosi dei costi. Basta guardare ai casi di Flamanville in Francia o di Hinkley Point nel Regno Unito. Alla fine, il rischio concreto è che i costi vengano scaricati sui contribuenti e sulle bollette".“I benefici del nucleare, in termini di riduzione delle emissioni, esistono teoricamente, ma arriverebbero troppo tardi rispetto agli obiettivi climatici”Patty L'Abbate, deputata del Movimento 5 stelle"Anche Banca d’Italia, nelle valutazioni economiche sulla transizione energetica, richiama la necessità di orientare gli investimenti verso soluzioni efficienti e sostenibili dal punto di vista economico e industriale. Oggi rinnovabili ed efficienza energetica garantiscono costi inferiori e tempi molto più rapidi", afferma la deputata del Movimento 5 stelle. "I benefici del nucleare, in termini di riduzione delle emissioni, esistono teoricamente, ma arriverebbero troppo tardi rispetto agli obiettivi climatici. Inoltre non risolvono problemi fondamentali come la dipendenza dall’uranio, la gestione delle scorie e la rigidità del sistema energetico".La nuova legge sul nucleare italiano (nonostante il referendum)La deputata del Movimento 5 stelle ha una sua ricetta che si pone come alternativa rispetto al nucleare. Bisogna "accelerare la transizione energetica già in corso, puntando su rinnovabili, moto ondoso, geotermia, sistemi di accumulo, idrogeno green, comunità energetiche rinnovabili, efficienza energetica e democratizzazione dell’energia". A detta di L'Abbate ci sono alcune priorità da portare avanti: "Semplificare le procedure e colmare i vuoti normativi; sostenere ricerca e innovazione sulle tecnologie pulite; investire nelle reti e nei sistemi di accumulo e disaccoppiare il prezzo dell’energia elettrica da quello del gas". Un cammino ritenuto più vantaggioso rispetto alla via del ritorno all'atomo: "Questa è la strada più veloce, meno costosa e più sicura per garantire indipendenza energetica all’Italia. Il futuro energetico non può basarsi su enormi investimenti pubblici concentrati su un’unica fonte, in mano a pochi soggetti. Deve invece fondarsi su un sistema distribuito, rinnovabile, resiliente e partecipato".