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La presidente del Consiglio vuole accelerare sulla costruzione delle centrali. Tuttavia i desideri di Palazzo Chigi si scontrano con il rebus dei costi e la "volontà popolare"

Il governo Meloni riparte dal nucleare. In un periodo di rincari energetici legati alle continue tensioni geopolitiche la presidente del Consiglio vuole accelerare su un dossier rimasto fermo a lungo nelle aule parlamentari. "Entro l'estate sarà approvata la legge delega" e "i decreti attuativi" per riportare in Italia l'energia prodotta dall'atomo, ha assicurato Giorgia Meloni durante il premier question time in Senato. La leader di Fratelli d'Italia però sembra non tener presenti alcune incognite che rendono il "ritorno al nucleare" un percorso costellato da molti ostacoli.

Il provvedimento di cui ha parlato Meloni si trova nelle commissioni Ambiente e attività produttive alla Camera. Il testo, intitolato "Delega al governo in materia di nucleare sostenibile" e composto da quattro articoli, era stato approvato in Consiglio dei ministri il 28 febbraio 2025 e deve ricevere ancora il primo ok parlamentare. Dopo l'impegno assunto dalla presidente del Consiglio il centrodestra sta portando avanti un vero e proprio sprint sul testo, con votazioni degli emendamenti accorpati e tempi contingentati per gli interventi dei deputati. L'obiettivo della maggioranza è quello di concludere l'esame delle ultime proposte nella giornata di martedì 19 maggio. La data da cerchiare in rosso è martedì 26 maggio, momento in cui il disegno di legge verrà esaminato dall'aula di Montecitorio. "Noi ci auguriamo l'approvazione entro il 28 maggio", spiegano fonti del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica interpellate da Today.it.