La fretta del Governo Meloni sul nucleare, diventata ormai una “sfida personale” del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, dà poca scelta alla Camera. Le Commissioni Ambiente ed Attività produttive hanno completato la votazione degli emendamenti al testo del disegno di legge delega presentato dall’esecutivo (Leggi l’approfondimento). Domani le due Commissioni voteranno il mandato ai quattro relatori per presentare il testo in aula, il prossimo 26 maggio. Una corsa contro il tempo che, a dire il vero, di “sfida personale” ha ben poco, ma sa più di necessità impellente. Ancora di più alla luce della lettera inviata da Giorgia Meloni alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, quella in cui si chiede che la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa sia estesa anche alle spese per la crisi energetica, pena il rischio che l’Italia faccia un passo indietro sul programma Safe. Brutto affare che, però, solleva il velo sulla difficile situazione in cui si trova il Governo Meloni e su quanto abbia pesato e pesi la corsa alle armi quando si è di fronte all’ennesima crisi energetica. Questo il contesto in cui l’esecutivo ha deciso di premere l’acceleratore sul nucleare.
Nucleare, le Commissioni chiudono sugli emendamenti: aula il 26 maggio
Il governo Meloni accelera sul nucleare: Pichetto punta a chiudere l'iter della legge delega prima dell'estate.













